DARKHOLD "Centuries Of Purgatory" (Recensione)
Full-length, Nadir Music
(2026)
Dopo un debutto che aveva messo in evidenza buone qualità compositive, i Darkhold tornano con "Centuries of Purgatory", un disco che dimostra una maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Il quintetto sceglie di non limitarsi a riproporre la formula del passato, ma costruisce un album più omogeneo e riflessivo, senza rinunciare all'aggressività che caratterizza il proprio DNA. Il thrash metal resta il fulcro della proposta, ma viene sviluppato con una scrittura più attenta ai dettagli. Le chitarre alternano riff serrati a passaggi dal respiro più ampio, mentre la sezione ritmica accompagna ogni cambio di atmosfera con precisione e intensità. Il risultato è un disco energico che evita di affidarsi esclusivamente alla velocità, preferendo valorizzare anche groove e tensione.
La voce di Claudio Facheris interpreta con convinzione testi che affrontano le fragilità dell'essere umano, descrivendo un "purgatorio" simbolico fatto di egoismo, dipendenze e ossessioni quotidiane. Questo approccio rende l'album più vicino alla realtà rispetto alle atmosfere fantastiche del precedente lavoro e contribuisce a conferirgli una maggiore identità. Brani come "Ghost Shadows", "The Slithering" e "The Hunger Cave" rappresentano alcuni dei momenti migliori della tracklist, grazie a riff efficaci e a una costruzione che mantiene viva l'attenzione senza risultare eccessivamente prevedibile. Anche la produzione riesce a trovare un buon equilibrio tra pulizia e impatto, restituendo un suono corposo ma ancora sufficientemente ruvido per soddisfare gli appassionati del genere.
L'album, tuttavia, non è privo di limiti. Nella seconda metà alcune composizioni sembrano seguire schemi molto simili, facendo perdere un po' di incisività all'insieme. Inoltre, pur essendo tecnicamente ineccepibile, la band raramente si concede soluzioni davvero sorprendenti: prevale la solidità rispetto al desiderio di osare, lasciando la sensazione che ci fosse spazio per qualche scelta più coraggiosa negli arrangiamenti. Nel complesso, "Centuries of Purgatory" è un lavoro convincente, capace di confermare la crescita dei Darkhold senza tradire le proprie radici. Non rivoluziona il thrash metal, ma lo interpreta con competenza, personalità e una maturità che lascia intravedere margini di sviluppo ancora più interessanti per il futuro.
Un disco intenso e ben costruito, che convince soprattutto per equilibrio e coerenza, pur lasciando qualche margine di miglioramento in termini di varietà e imprevedibilità.
Recensione a cura di Checco 78
Voto: 75/100
Tracklist:
1. Ghost Shadows2. Roots Of Arrogance
3. The Slithering
4. Jangled Nerves
5. Indolence Delight
6. All Mine
7. The Hunger Cave
8. Lost In Lust
9. Fade Haze Away
Line-up:
Giuseppe Celeste – Bass
Jacopo Casadio – Drums
Eros Mozzi – Guitars
Giovanni Casagrande – Guitars
Claudio Facheris – Vocals
Web:
Bandcamp
Spotify

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