EXUMER "Death Mask Messiah" (Recensione)
Full-length, Metal Blade Records,
(2026)
Ehi, c'è un nuovo disco degli Exumer! È questo quello che ho pensato quando ho avuto la possibilità di recensire questo recentissimo "Death Mask Messiah", uscito praticamente a quarant'anni dal mitico debut dei tedeschi, "Possessed by Fire". Gli amanti del thrash teutonico ricorderanno come "siam germanici, oltre alla triade c'è di più", e in effetti gli anni '80 della grigia e industriale RFT sono stati una vera e propria fucina di band che hanno fatto parte della collezione dei thrashers più intransigenti, come i miei amatissimi Holy Moses, gli arruffoni Tankard e i loro compaesani (di Francoforte sul Meno) Exumer. La recente ristampa del debut su Reborn Through Tapes non aveva fatto che mantenere attivo l'interesse per una delle band di culto di quel periodo, e scopro da una veloce ricerca come i Nostri fossero in realtà già tornati sulle scene nel decennio precedente, con i soli Mem von Stein (ora solo alla voce) e Ray Mensh reduci dalla formazione storica.
L'artwork di copertina di questo "Death Mask Messiah" fa chiaramente pensare a un collegamento con il personaggio simil-Vega di Street Fighter che campeggiava sugli storici primi due dischi e che avevamo già visto ricomparire sul relativamente recente "The Raging Tides". Poi, le analogie non si fermano qui: per un attimo, sulla title track in apertura sembra di risentire l'assalto all'arma bianca di "Possessed by Fire", title track dell'omonimo disco, con una band compatta e dalle ritmiche serrate e precise a completare l'operato del cantante e del chitarrista.
Annotati sul taccuino delle chicche gli interessanti ritmi di "Blinding Skies" (quasi alla Coroner nei rallentamenti), con altrettanto interessanti aperture melodiche di lead guitar. Dimenticatevi, però, i break folli di "Destructive Solution" o le derive frostiane di "A Mortal in Black", di cui "Possessed by Fire" era denso e che rendevano distintivo il sound di questa band tedesca: l'approccio sembra piuttosto quello di un thrash canonico, vagamente reminiscente degli Slayer degli anni '90, e che rende questo "Death Mask Messiah" un disco sì godibile, ma da non far gridare al miracolo.
La tendenza è già chiara da "Sin Bleeder" e giunge al culmine su un episodio, pur formalmente ineccepibile, come "Allocated Savagery", che rientra un po' nel compitino ben svolto, con ritmiche a mitraglietta e tutto ciò che ci si aspetta da un disco thrash, salvo che sulla copertina ci sia un monicker che ci aveva abituato a ben altre scelte stilistiche e di arrangiamento.
Intendiamoci, non siamo dinanzi a una bocciatura - tutt'altro: l'incedere anthemico di "Eradication" e di "Serpent" risulta oltremodo convincente, nonostante si inserisca più su un filone americano che mitteleuropeo, e la scelta di coverizzare "Unchained Angel" dei Nasty Savage appare sufficientemente "folle" e in linea con il glorioso passato in cui non si aveva paura di osare per distinguersi da una concorrenza spietata qual era quella di Kreator, Sodom e Destruction.
Ecco, se siete in cerca di un po' di thrash vecchia scuola, "Death Mask Messiah" potrebbe decisamente fare al caso vostro. Dagli Exumer è però lecito attendersi un po' di più.
Recensione a cura di Francesco "schwarzfranz" Faniello
Voto: 65/100
Tracklist:
1. Death Mask Messiah
2. Blinding Skies
3. Sin Bleeder
4. Eradication
5. Ravishing Waste
6. Allocated Savagery
7. Serpent
8. Fratricide
9. Scorcher
10. Frozen Ground
11. Unchained Angel (Nasty Savage cover)
Line-up:
Mem von Stein - Vocals
Ray Mensh - Guitars
Marc Bräutigam - Guitars
Alex Voß - Bass
Jerome Reil - Drums
Web:
Bandcamp
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