Intervista: LEPER DIVINE



Trent'anni di percorso musicale, numerosi progetti alle spalle e una continua ricerca orientata alla contaminazione tra generi e linguaggi differenti. È da questo lungo cammino che nasce LEPER DIVINE, progetto che vede il suo debutto discografico con l'album "Ascension of Plagued Souls". Il disco si muove all'interno del melodic death metal, ma ne amplia considerevolmente i confini, intrecciando elementi progressive, atmosfere cupe, virtuosismi strumentali e suggestioni provenienti dalla musica classica e, in particolare, dalla tradizione barocca e dalla polifonia contrappuntistica. Un lavoro concepito e realizzato interamente in autonomia, nel quale composizione, arrangiamenti, esecuzione e produzione diventano parti di un'unica visione artistica. Abbiamo incontrato l'artefice dei LEPER DIVINE per parlare della genesi di "Ascension of Plagued Souls", della scelta di dare vita a una one-man band, del rapporto tra musica estrema e musica colta, delle influenze di Bach, Telemann e Händel, ma anche dell'oscurità, della spiritualità e delle possibili direzioni future del progetto.

1. "Ascension of Plagued Souls" nasce dopo trent'anni di percorso musicale. Cosa significa per te essere arrivato finalmente a questo debutto?
Il nuovo album dei LEPER DIVINE ha incominciato a prendere vita esattamente prima del Covid. Le prime idee mi sono arrivate subito dopo aver realizzato diversi miei progetti collaterali, tra cui i GATES OF EDEN e anche i DIONISYAN. Da tempo avevo in mente di comporre un disco diverso dal solito, che avesse come base il melodic death metal, ma non volevo che fosse il solito album sentito con le solite proposte musicali: volevo mettere qualcosa di nuovo, possibilmente innovativo, che si discostasse da tutto il resto. Già per quello che riguarda il melodic death metal del panorama internazionale, con tantissimi album pubblicati in base alle nazioni e ai continenti, ogni band ha cercato di dare magari un qualcosa di suo. Io, da parte mia, comunque, con ormai una carriera di trent'anni quest'anno, ho portato avanti quella che è stata la mia continua ricerca, corrente avanguardistica, nel cercare sempre di reinventare e rinnovare la musica, mescolandola con altri stili e generi musicali diversi per poter creare un qualcosa di unico. Quindi, avendo portato anche il mio stile, il debutto dei LEPER DIVINE è assolutamente per me una grande soddisfazione, in quanto le primissime pubblicazioni risalgono al 2011, 2013 e 2015, dove proponevo un genere totalmente diverso da quello che chiaramente propongo adesso. Ho avuto quindi l'esigenza di fare un qualcosa che abbinasse alla melodia la tecnica virtuosistica e la musica progressive, la musica atmosferica e soprattutto la musica barocca, abbinata alla polifonia contrappuntistica poliritmica della scuola tedesca della prima metà del 1700.

2. Hai composto e suonato tutto da solo. Perché hai scelto di trasformare LEPER DIVINE in una vera one-man band?
Ma in realtà io tutti i miei album, partendo dai SORTILEGIUM per poi arrivare ai DIONISYAN e ai GATES OF EDEN, finendo con i LEPER DIVINE e così discorrendo, ho sempre composto e suonato tutto da solo. Non è stata affatto la prima volta, ma bensì lo faccio ormai praticamente da trent'anni. Poi, comunque sia, anche se tra il 2010 e il 2015 avevo alcuni strumentisti che ne facevano parte, il loro ruolo era circoscritto prevalentemente soltanto per mettere in atto quelle che erano le mie composizioni e i miei arrangiamenti: dovevano soltanto eseguire dal vivo quelle che erano le mie direttive. Quindi, praticamente, io ho avuto soprattutto l'esigenza di registrare nei vari studi di registrazione per intero tutto il disco, appunto per avere una certa omogeneità, conoscendo anche quelle che sono le mie competenze estreme nel campo della registrazione, per registrare alla perfezione e al metronomo la batteria, il basso, le chitarre elettriche e anche la chitarra classica. Avevo anche, in questo caso, cantato nell'album con la voce harsh ed è stata per me una bella e soddisfacente situazione, che mi ha dato tanto anche come accrescimento musicale.

3. La tua musica unisce death metal, progressive, melodia e atmosfera. Come descriveresti il tuo stile a chi non ha ancora ascoltato l'album?
Nei LEPER DIVINE, rispetto al passato, proponevo il technical brutal death metal con il progressive metal e con gli assoli jazz fusion. Poi avevo registrato il primissimo album che, per un motivo o per l'altro, decisi di non pubblicare più, ma da quell'album furono soltanto poi estrapolate due EP, uno nel 2011 e un altro nel 2015. Arrivando ai giorni nostri, ho sentito l'esigenza, per un mio continuo percorso evolutivo stilistico, di cambiare, quindi ammorbidire: da un technical brutal death metal passarlo a un melodic death metal, ma tenendo sempre quelli che erano gli elementi del progressive death metal, aggiungendo una caratteristica in più: l'atmosfera. Per me è stato determinante nei primi tre album dei DIONISYAN. Da questa cosa ho sentito l'esigenza di poterla portare anche nei nuovi LEPER DIVINE, ma con la differenza di mantenere le sonorità cupe e plumbee per poter dare appunto al disco un alone di profonda oscurità e tenebre. Questo veramente ha fatto sì di poter, in fase di post-produzione, delineare il mio stile per quanto riguarda questo album, che consiglio vivamente a tutti coloro che hanno voglia di ascoltare sì un disco di melodic death metal, ma che sia completo, complesso ed intricato, che ha, oltre al virtuosismo abbinato alla polifonia contrappuntistica della musica barocca, anche gli elementi atmosferici che possano portare alla riflessione, a pensare e a prendere quel momento per poter respirare, per poter quantomeno comprendere. Ed è questo un disco molto completo, perché ha sempre dei momenti imprevedibili che portano l'ascoltatore, anche quello più attento, a poter disaminare che la vera musica è una grande forma di arte. In questo caso il disco dei LEPER DIVINE si muove su sonorità di un'Opera Metal Estrema.

4. Nella recensione si parla molto del contrasto tra aggressività e melodia. È proprio questo equilibrio uno degli elementi che cerchi maggiormente nella tua musica?
Sì, la recensione è stata molto positiva e sono molto contento, perché comunque è stata veramente ottima. Gli elementi trattati che contraddistinguono tutti i 10 brani che fanno parte dell'album chiaramente vanno dalla pesantezza abbinata alla melodia, l'aggressività abbinata all'orecchiabilità. Questo equilibrio chiaramente fa da ponte fra tutta una serie di caratteristiche che possono evidenziare ed esaltare il mio stile, il modo di comporre musica totalmente diverso magari da tante altre band che cercano soltanto di distruggere le orecchie di un ascoltatore, come quando passa un aereo che ti distrugge le orecchie e non ti lascia nulla. La musica nasce principalmente per emozionare. La musica è come un'estrema forma di cultura che deve elevare gli animi e non invece soltanto lasciare freddi e distaccati chi l'ascolta. Deve toccare le corde più profonde delle anime di ogni persona, anche con il melodic death metal, suonato ovviamente con una certa perizia tecnica, con una certa competenza professionale fuori dal comune.

5. La musica barocca e la polifonia contrappuntistica sembrano avere un ruolo importante nel tuo modo di comporre. Da dove nasce questa passione?
Avendo studiato in accademia della musica e del canto ed essendomi perfezionato successivamente, chiaramente la musica classica, come anche il jazz, abbinata con la musica sinfonica, sono per me elementi fondamentali che poi sono stati inseriti soprattutto nella riconoscibilità del mio stile compositivo e di arrangiamenti. La musica barocca per me è stata sempre fondamentale sin da quando ho incominciato a studiarla con il liuto e poi con la chitarra classica, per poi dopo avvicinarmi a poterla suonare con la chitarra elettrica a 6-7 corde, con un virtuosismo che va veramente a spaziare i vari stili, da quello italiano a quello tedesco. Chiaramente, la polifonia contrappuntistica poliritmica, di cui mi sono specializzato negli ultimi 25 anni, facendone uno stile personale, totalmente perfetto con quelli che sono i miei punti di ispirazione, J.S. Bach, Telemann e Händel della scuola barocca tedesca, ha avuto chiaramente un ruolo importante nel mio modo di concepire la composizione in un modo estremo, senza limiti. Questa mia inclinazione ho avuto modo di poterla mettere in auge con i tre album che appartengono alla trilogia dei tre album della mia band di atmospheric progressive doom metal, che sono i DIONISYAN, dove chi ha avuto modo di poter acquistare questi tre album ha avuto la possibilità di poter approfondire e poter ascoltare Musica Colta, di potersi anche appassionare e di innamorarsi di queste mie composizioni, che hanno toccato vari stili di musica classica, soprattutto quella barocca, abbinandola con atmospheric metal, con il progressive metal, anche con la musica antica medievale e con dei canti gregoriani. Un qualcosa di eccezionale. Invece, con i LEPER DIVINE ho voluto toccare la musica estrema, ma non puntando solo sulla velocità come fanno la stragrande maggioranza delle band, ma per far sì che tutti gli strumenti avessero una propria anima, che potessero esprimersi e poter far uscire la propria identità, per far sì che il tutto potesse suonare e far uscire la musica al massimo della sua espressione artistica e culturale.

6. "Forgotten Memories", "Arcane Spell" e "Desert Land" mostrano sfumature diverse del disco. Ci sono brani che senti più vicini alla tua identità personale?
In realtà i brani che tu hai menzionato hanno un qualcosa di particolare, però, se si dà la possibilità a chi acquisterà l'album di poter ascoltare, dopo diversi e ripetuti ascolti, di poter scoprire diversi elementi stilistici e varie tecniche musicali, non è un album facile da capire nei primi ascolti, essendo che è molto complesso, intricato e pieno di cambi di tempo. Ma soprattutto c'è tantissima composizione e arrangiamenti che mettono in risalto i minimi dettagli e bisogna fare caso, ascolto dopo ascolto, scrutando quelli che sono i dettagli che magari da un ascolto leggero o distratto non si possono cogliere. Ma oltre ai tre brani citati, tutti gli altri sette restano, ognuno, con una propria identità che esprime uno stato d'animo differente, con tutta una serie di virtuosismi che ne esaltano la peculiarità. Sono sfumature chiaramente diverse perché non ho voluto fare un qualcosa di statico come fanno il 90% delle band melodic death metal, per cercare di trovare subito un appoggio facile con le vendite o chi non ne capisce niente di musica, per potersi avvicinare e poter comprendere subito la loro musica. Magari sarà anche di nicchia, non è comprensibile a tanta gente, ma chi studia musica con la M maiuscola, chi va al conservatorio e chi va all'accademia, quindi gli addetti ai lavori come me, avranno modo di poter veramente trovare una Musica fatta con cognizione di causa e con consapevolezza, che può veramente soddisfare le esigenze più estreme da questo punto di vista. Io posso dire che ogni singolo brano dei 10 brani che ci sono all'interno dell'album ha un'identità personale, ma perché ogni brano fa parte di un percorso che io ho eseguito negli ultimi anni. Ho cercato, tramite anche i testi che ho voluto sviluppare, il perché di ogni brano: ha un testo che parla di una tematica differente riguardo la spiritualità, la religione, l'umanità, gli stati d'animo, tutte queste, diciamo, forze dell'individualità che possono aiutare a capire la gente da dove veniamo e cosa possiamo diventare.

7. L'album ha un'atmosfera molto cupa e tormentata. Da dove nasce questa oscurità?
Ho voluto di proposito dare un'atmosfera molto cupa, tenebrosa, macabra e tormentata, appunto perché i testi sono molto intimisti. Sono testi che spaziano dalla psicologia alla filosofia e quindi la musica non poteva essere soltanto pura distruzione, ma doveva chiaramente, con la melodia che va ad essere esaltata con tutte le note che sono armonizzate e quelle dissonanze, cercare di andare a toccare le corde di ogni anima, che ogni individuo, in base alla propria vissuta esperienza di vita, può vivere un'emozione diversa. Ecco, io dal mio canto ho sempre avuto una visione della musica metal oscura, essendo che sono un amante del doom metal e di tutti i suoi sottostili, soprattutto quelli estremi, e poiché quelle sonorità cupe dovevano portarsi anche nel melodic death metal, il risultato finale è stato veramente ottimo. Perché non voleva essere una melodia chiara, ma una melodia oscura, non negativa o pessimista, ma bensì una morte che auspica a una rinascita spirituale, un qualcosa che possa elevare i nostri spiriti verso una nuova dimensione.

8. Hai scelto una produzione piuttosto ruvida e scura, invece di un suono molto moderno e pulito. Quanto è importante per te il carattere del suono?
Devo dissentire assolutamente in toto sul fatto che io abbia scelto una produzione ruvida e oscura. Chiunque abbia avuto modo su YouTube di andare ad ascoltare e vedere i due Lyric Video dei due brani singoli "Arcane Spell" e "Edge Of Twilight" ha avuto modo di capire che io, anche nelle qualità di produttore musicale e tecnico del suono, ho dato tantissimo nella produzione affinché possa essere di pari passo con le nuove tendenze delle produzioni musicali di melodic death metal a livello internazionale, soprattutto vicino alla scena svedese. Tutto ciò riguarda una produzione cristallina, chiara e potente che mette in risalto ogni singolo elemento di ogni strumento. Quindi non c'è nulla di ruvido, ma bensì l'esatto contrario: la produzione è molto chiara, potente e cristallina, che mette nelle condizioni appunto di chi vuole godere nell'ascolto di ogni singolo elemento che si trova nella mia musica ed è assolutamente moderna e dal suono pulito e d'impatto. Infatti, chi ha un orecchio allenato e chi ha studiato appunto come tecnico del suono e conosce le produzioni che sono del 2026 può perfettamente rendersi conto dell'ottima produzione musicale ottenuta in fase finale in studio di registrazione. L'album può tranquillamente rappresentare il panorama nazionale italiano alla pari delle produzioni internazionali, che mette in risalto anche il carattere del suono e del melodic death metal con il technical death metal e il prog death metal, per mettere in auge ogni singolo brano che fa parte dell'album.

9. Lavorare completamente da solo ti ha dato libertà totale, oppure ci sono stati momenti in cui hai sentito la mancanza del confronto con altri musicisti?
Io, nella fattispecie, da 30 anni a questa parte, in tutti i miei precedenti album, di cui questo è il nono in carriera, ho avuto sempre l'esigenza di lavorare da solo, perché, avendo avuto la fortuna di avere molti talenti e doni per potermi permettere di poter lavorare da solo, di poter comporre, di poter arrangiare e di poter lavorare su qualsiasi strumento, essendo che so suonare nove strumenti, di cui quattro con riconoscimento a livello internazionale, mi hanno dato modo anche di poter esprimere, lavorando anche come docente accademico, proprio sulla conoscenza a livelli estremi su tutto ciò che riguarda la musica. Quindi per me è stato determinante poter lavorare sulle linee melodiche per poi poterle sviluppare con gli altri strumenti, per poter poi creare tutte le composizioni, alla fine tutti gli arrangiamenti con tutti gli strumenti, per poi aggiungere anche le parole che andassero ad amalgamarsi con le note in un tutt'uno, che potesse poi risultare godibile e orecchiabile all'orecchio di chi ovviamente avrà il piacere di poter acquistare l'album. Chi lo acquista e lo ascolta sfogliando il bellissimo booklet, sono sicuro che lo farà perdutamente innamorare e avrà sempre la voglia di riascoltarlo e, di volta in volta, conoscendo e scoprendo tanti nuovi dettagli negli anni.

10. Dopo trent'anni di evoluzione, LEPER DIVINE sembra finalmente avere una forma precisa. Cosa ti piacerebbe esplorare nel prossimo capitolo?
I LEPER DIVINE esistono dal 2010 e, per quanto riguarda il mio percorso musicale, giustamente io per questo disco non ho voluto proporre lo stile che proponevo tra il 2010 e il 2015, che era il technical brutal death metal, ma ho voluto cercare di ammorbidire, rendendo magari più accessibile alle masse, per far sì che io potessi esprimermi non soltanto con la pesantezza, l'oscurità, la cattiveria, la pesantezza e la brutalità, ma con gli stati d'animo più dolci, giocando con la sensibilità che può toccare l'anima di un artista e che possa esprimere tanti concetti e far conoscere e apprezzare, a chi invece è distratto da tutto quello che lo circonda, la bellezza dell'arte musicale, che purtroppo non viene capita e che necessita di essere espressa, deve essere spiegata in un linguaggio semplice e per poter arrivare nella mente di coloro che non ne hanno la possibilità di poterne comprendere il significato. Ecco, io ho cercato attraverso la Musica Colta di realizzare e concretizzare questa trasposizione, nel cercare di lavorare su tematiche molto difficili, trasponendole in un contesto musicale melodico che comunque si abbracciasse anche al virtuosismo della musica. Sicuramente il prossimo capitolo credo che continuerò su questa scia, magari proponendo anche nuove evoluzioni, toccando anche altri stili, e sarà anche molto vario. Ci sto lavorando, ma ancora non ho ben in mente come sarà il futuro secondo album dei LEPER DIVINE. Ma sicuramente questo primo album mi ha lasciato molto soddisfatto e sono sicuro che tutti coloro che amano questo genere si avvicineranno alla mia band e potranno trovare anche altro che magari non hanno riscontrato in altri album e sicuramente si riterranno soddisfatti. Avranno anche modo di poterlo far conoscere e un giorno ci possa essere anche la possibilità di poter salire su qualche palco e fare anche l'esibizione dal vivo, per portare questi brani da studio anche in esibizione live.

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