VADE ARATRO "I Racconti Del Macero" (Recensione)


Full-length, Andromeda Relix
(2026)

Tornano i Vade Aratro con il loro quarto album “I Racconti Del Macero”, a distanza di sei anni dal precedente “Agreste Celeste” del 2020 (qui recensito), con il loro personalissimo stile a cui hanno dato il nome di heavy metal agreste. Questo nuovo capitolo è un concept ambientato nell’agosto del 2016 nei pressi di un ipotetico macero nella bassa bolognese in cui si ritrovano dei ragazzi, e bisogna ascoltare i testi per capire cosa succede. Il lavoro è stato registrato in presa diretta per catturare l’anima calda della musica proposta e riesce sicuramente in questo obiettivo. Nei dieci brani proposti emergono le diverse anime della band, una versione metallizzata della tradizione musicale italiana, tra band alternative come i Gea e infiltrazioni di classici attacchi heavy metal, senza dimenticare quel sapore di folklore da piazza alla Modena City Rambles. 

La produzione riesce a far emergere un suono potente e pieno, su cui la voce rasposa e rauca di Marcello Magoni racconta la sua storia da puro menestrello, un cantastorie della pianura padana, da cui prende quell’approccio proprio dei cantautori emiliani (“Nel Tempo Della Canapa”). L’opener “Warlord” colpisce per la potenza che esprime e che alla fine dell’ascolto sarà sicuramente da annoverare tra gli episodi più riusciti. 

L’anima più punk e caciarona emerge in brani come nella parte iniziale di “Che Il Bagno Migliore Si Fa Nello Stagno” per poi prendere strade più classiche. Tra i momenti più coinvolgenti c’è la diretta “Arare Il Mare” con un’anima alternativa che riporta sicuramente alla fine degli anni novanta. “Il Ragazzo Con La Giacca Rossa” macina heavy metal in salsa italiana, tra accelerazioni in doppia cassa e chitarre piene, su cui la voce racconta un’altra storia ben scritta. Il grunge dei Tad fa capolino in “Panzer”, con quel riff iniziale che colpisce per efficacia e potenza. 

Quella dei Vade Aratro è una proposta molto particolare che spazia in un’area ampia che va dal cantautorato all’heavy metal, quindi un genere poco omologabile, che sa di concreto, che ha il sapore della terra e fa respirare l’aria umida della bassa bolognese in modo reale. Questo da la percezione costante di una band vera, che può piacere oppure no, ma che sa essere personale nella sua proposta. E oggi, in questo mondo sempre più omologato, questo è plus non indifferente.

Recensione a cura di John Preck
Voto: 76/100 

Tracklist:

1. Warlord
2. Uova Di Pietra
3. Nel Tempo Della Canapa
4. Che Il Bagno Migliore Si Fa Nello Stagno
5. Fifty
6. Arare Il Mare
7. Il Ragazzo Con La Giacca Rossa
8. Il Recinto Dei Morti
9. Panzer
10. Le Rane Di San Lorenzo

Line-up:
Marcello Magoni - voce, chitarre, piano, fisarmonica
Federico Negrini - basso, voce
Riccardo Balboni - batteria, voce

Web:
Instagram.
Bandcamp.
Spotify

Nessun commento