Vuoi qui il tuo annuncio? Scrivi a: hmmzine@libero.it

PANTERA "The Great Southern Trendkill"

Full-length, EastWest / Atlantic, 1996
Genere: Thrash/Groove Metal 

I Pantera da anni dividono la critica e gli ascoltatori del mondo metal sul reale valore dei loro album, c'è chi li esalta, chi invece li ritiene sopravvalutati e addossa loro le colpe della nascita di sottogeneri come il metal-core e il groove. C'è chi li definisce thrash e chi si scandalizza ad accostarli a tale genere.
Non so onestamente devo stia la verità perchè il gusto personale è sovrano, è oggettiva però l'importanza e la risonanza che la musica di questi quattro ragazzi texani ha avuto nella vita di tanti che si sono avvicinati al metal proprio grazie alle loro note. Per quanto le figure di Anselmo e Darrell siano nel bene e nel male due icone, i pretesti per criticarli dal punto di vista personale anche post-mortem nel caso del secondo non mancano mai, c'è però da dire che entrambi i fuoriclasse, perché tali si possono definire, possano piacere o meno, sono due personalità forti e distinguibili sin dal primo suono emesso, cosa che una miriade di cazzoni odierni non può lontanamente vantare non di possedere ma neanche sognare di possedere.

Fatto questo breve (ma per chi scrive) dovuto preambolo, è "The Great Southern Trendkill" il disco di cui mi accingo a disquisire le doti, l'ultima opera che sia degna d'esser chiamata tale del combo morto nel 1996 e che ancora ci si chiede perché abbia dato luce a quell'aborto successivo di "Reinventing The Steel".
Se "Cowboys From Hell" li ha lanciati e "Vulgar Display Of Power" ne ha confermato ed esaltato il valore, dopo un disco di transizione come "Far Beyond Driven", è proprio con questo lavoro che la band trova la maturazione definitiva.
E' indiscutibilmente il platter più "pesante" e psicologicamente intenso di quelli sfornati, contiene tracce di pura violenza e sostanza come il trio iniziale "The Great Southern Trendkill", "War Nerve", "Drag The Waters", si alimenta dell'instabilità interna della formazione con un Anselmo devastato dall'uso di droghe e da un collante umano che ormai non esiste quasi più, sviscerando sensazioni personali e angoscianti in "10's", "13 Steps To Nowhere" e "Suicide Note Pt.2" senza mollare la presa.

Montagne russe che incidono sulla resa di un disco che non è di facile e diretta fruibilità come i precedenti, spiazzando molti di quelli che al tempo si aspettarono l'ennesima prova muscolare, gioco forza non poteva essere solo quella la componente che ne dominava i passaggi, l'usurarsi del materiale umano è tangibile nelle atmosfere cupe che s'impongono e nella voce di Phil che stavolta forza come mai fatto in precedenza e in un modo che non riuscirà più a replicare in maniera che si possa definire anche solo similare a tale prestazione.
E allora dopo aver vissuto l'esperienza malinconicamente acustista di una "Suicide Pt.1" che si distacca per un attimo dalla pressione metallica per lasciarsi andare verso lidi desolanti e tristi di chi ha una lotta in pieno corso, toccherà a canzoni come "Living Through Me (Hell's Wrath)" e la lunga "Floods" che annovera uno degli assoli più belli di Darrell (anche se citerei quello di "10's" che ritengo fantastico) ridare animo a una prova che si chiuderà con due tracce più semplicemente dirette "The Underground In America" e "Soundblasted Skin (Reprise)", la voglia di arrotare gli artigli era ancora viva anche se per poco.

The "Great Southern Trendkill" è un album storico e tale è la sua valenza. Appartiene a quella categoria di lavori di cui si può dir tutto e il contrario di tutto, criticarlo o amarlo, ma è fondamentale conoscerlo.
Non ci saranno occasioni per rivederli live con la line up originale (sempre che avvenga una reunion solo per tale scopo, mi auguro), i dischi rimangono quindi l'importante testamento in musica che i Pantera ci hanno lasciato, dopo aver ascoltato potrete farvi un'idea ma fatelo!

Recensore: Tomb
Voto 83/100

Tracklist:
1. The Great Southern Trendkill 03:46
2. War Nerve 04:53
3. Drag the Waters 04:55
4. 10's 04:49
5. 13 Steps to Nowhere 03:37
6. Suicide Note, Pt. 1 04:44
7. Suicide Note, Pt. 2 04:19
8. Living Through Me (Hell's Wrath) 04:50
9. Floods 06:59
10. The Underground in America 04:33
11. Sandblasted Skin (Reprise) 05:39

Total playing time 53:11

3 commenti:

  1. Kosmos Reversum13 giugno, 2010

    Disco molto sottovalutato nella carriera di questa band che a mio avviso surclassa sia Far Beyond Driven e soprattutto Reinventing...Anselmo al top della espressività e in generale disco molto atipico ed originale. Da riscoprire assolutamente, bella rece!

    RispondiElimina
  2. The Wolf Caged14 giugno, 2010

    Concordo. Anche per me è il disco migliore in casa Pantera, anche migliore del classico "Vulgar..."; rece ottima, io avrei alzato il voto ulteriormente!...

    RispondiElimina
  3. capolavoro, il voto è basso io gli do il giusto valore cioè 94/100

    RispondiElimina