10/09/10

Vomit the Hate "Premortem Rot"

EP, Self-Released, 2010
Genere: Technical Death Metal

La vita è davvero strana. Quasi giornalmente mi arrivano richieste di recensioni da parte di gruppi underground, e diciamo che già in base a come si presentano via mail puoi farti una impressione di che tipo di prodotto poi ti troverai di fronte. Questo però almeno la metà delle volte viene clamorosamente smentito, e purtroppo spesso ti ritrovi a dover ridimensionare il tuo giudizio sulla band in questione in base alla aspettativa che ti eri creato.
Ecco, nel caso dei Vomit The Hate, invece, siamo nella situazione inversa. Chi lo avrebbe detto che un solo ragazzo proveniente dalla Tunisia avrebbe sfornato un EP tanto buono, professionale, maturo, competitivo sotto tutti i fronti? Io no onestamente, ma il mondo musicale è bello proprio per questo, può sorprenderti da un momento all’altro.

“Premortem Rot” è una piccola gemma che non mancherà di fare sfracelli nei cuori di coloro che si cibano di brutal/technical death metal, e che non potrebbero vivere senza aver avuto la loro razione quotidiana di acts quali Psycroptic, Anata, Spawn Of Possession e Origin. Qui dentro il solo Mahdi Riahi riesce ad occuparsi in maniera egregia di tutti gli strumenti (solo la batteria è programmata ma vi assicuro che il risultato non sembra per nulla finto) dando vita a quattro pezzi dal gusto e dalla perizia tecnica sopraffina. L’inizio è affidato alla title track, che devasta tutto senza indugi; gli inserti solisti entrano nei momenti giusti sottolineando alcune aperture melodiche che donano respiro e versatilità alla consueta brutalità. Si prosegue con “As Loneliness Devours”, dove il lavoro di basso è assolutamente di gran livello e messo in mostra con partiture complesse che si intrecciano nel solito muro di suono creato da un riffing instancabile e da un drumming di grande efficacia, con i suoi continui cambi di tempo. Le vocals sono in linea col genere, quindi gutturali e feroci, ma abbastanza comprensibili. Anche qui gli assoli sono curati e donano, verso metà brano, quel quid in più che differenzia un prodotto sufficiente da uno professionale come questo. L’ira prosegue e trova ancor risalto in “Alive in a Common Grave”, song al cardiopalma e probabilmente l’episodio più veloce del lotto. Conclude “Unseen”, altro valido episodio che ribadisce di che pasta sono fatti i Vomit The Hate e che le loro intenzioni sono serie.

Io penso e spero che qualcuno crederà in questo progetto, perché sarebbe una bella ingiustizia non supportare tanto impegno e qualità. Ascolto più che consigliato quindi, se vi piace il brutal tecnico non esitate a contattare questa bella realtà.

Recensione a cura di: Kosmos Reversum
Voto: 82/100

Tracklist:
1. Premortem Rot 02:58
2. As Loneliness Devours 05:07
3. Alive in a Common Grave 03:50
4. Unseen 04:15

Total playing time 16:10


http://www.myspace.com/vomitthehate
http://www.reverbnation.com/vomitthehate

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