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SIG:AR:TYR "Godsaga"


Full-length, Morbid Winter Records, 2010
Genere: Dark Ambient/Acoustic/Folk Metal
 
Terzo full-length per i canadesi Sig.Ar:Tyr, “Godsaga” rappresenta un monumento all’ideologia pagana e, come si intuisce dal titolo dell’album, ai racconti della mitologia nordica. Musicalmente parlando, la band è definita “atmospheric pagan black”, etichetta che si potrebbe anche dare al leggendario Hammerheart dei Bathory; ed è in effetti come stile (leggermente) accostabile ad esso (ma attenzione: non pensate alla voce di Quorthon).
 
I Sig:Ar:Tyr a cornice dei loro testi dettati dalla devozione pagana non solo si ispirano ai Bathory di Hammerheart (ma forse, ancor di più, di Nordland 1 e 2) ma anche ai primi Dissection, ma senza mai proporre accelerazioni nei tempi di batteria, e (in minima parte) agli Einherjer e ai Belenos. Se immaginate il connubbio tra queste influenze (Bathory, Dissection, Einherjer) senza tener presente che la voce di Quorthon è quello che è, che mancano le accelerazioni dei tempi di batteria, che manca il classico stile “Viking” (nonostante la comunanza delle tematiche) e le voci pulite degli Einherjer, che i Belenos fanno pur sempre Black Metal (sebbene Pagan ) e che, infine, scarseggiano i cori e le accelerazioni, penserete che Godsaga è un album da avere a tutti i costi se siete amanti del genere. Ma, purtroppo, a mio avviso certe considerazioni non possono essere evitate e l’album svilisce miseramente se messo a confronto con uno qualsiasi dei lavori dei gruppi sopra citati. Infatti pecca di originalità, e soprattutto di mordente, sia nella musica che nella voce.

La opening track tuttavia, da sola vale tutto l’album, per la presenza di cori e una bella costruzione di chitarra acustica in stile Hammerheart; Midwinter Sacrifice tradisce una certa influenza degli Einherjer nel riffing ma a lungo andare risulta monotona e senza mordente. Lo stesso discorso della mancanza di mordente lo si può fare benissimo con (tutti) gli altri brani, dove tra l’altro risulta eccessiva la melodia. In altre parole, l’album nel complesso è decisamente sbilanciato, e a nulla vale, di fronte a questa grave pecca, la tecnica dei musicisti. Non me la sento, tuttavia, di giudicarlo insignificante, perché i Sig:Ar:tyr non sono comunque dei debuttanti ma per chi è cresciuto a base di pane e Viking metal sicuramente storcerà il naso (come è successo a me), a meno che non si abbiano pretese.

Recensione a cura di: Volturnja
Voto: 70/100


Tracklist:
1. Nights All Nine 02:37
2. Midwinter Sacrifice 05:37
3. Blood of the North 07:36
4. Black Sun's Bane 05:02 
5. Eternal Return 09:03
6. Sleep of the Sword 07:58
7. Sonatorrek 04:54
8. Godsaga 09:36 
9. Distant Northern Shore 04:40
Total playing time 56:09

http://www.sigartyr.com/
http://www.myspace.com/sigartyr

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