30/04/12

Cannibal Corpse "Torture"

Full-length, Metal Blade Records, 2012
Genere: Brutal/Death Metal

Chi ama il death metal nelle sue forme più brutali, difficilmente si sarà potuto esimere dall'orrore più crudo e malato di pellicole di culto degli anni '70 e '80, come "Non aprite quella porta", "Le colline hanno gli occhi" e via delirando. I classici infatti esistono e che ci piaccia o meno dobbiamo farci i conti, fare i conti con la loro grandezza oggettiva, che trascende qualsiasi individuale giudizio...
Perchè talvolta il classico arriva a tramutarsi in vera e propria istituzione, vero e proprio traino dell'ambito di cui è padrone e fulcro: i Cannibal Corpse questo ruolo lo incarnano da oltre 20 anni di egregia carriera! Credo che nonostante l'estremismo della loro proposta (che porta inevitabilmente l'ascoltatore al bivio "amore/odio" nei confronti di questa band, senza alcun compromesso), non ci sia nessuno che possa mettere troppo in discussione la leadership assoluta di questi musicisti, laddove loro stessi sono stati tra i più influenti! I Cannibal Corpse sono un'istituzione dunque, che vive, esiste. Punto.
Non saranno certo le mie lodi di fan quindi, o le critiche di tanti lettori che cambieranno l'alone di sacralità che brilla intorno alle sagome di Alex Webster e soci, intorno ad ogni singola uscita da loro firmata...tuttavia descrivere cosa accade nel 2012 in casa dei cinque cannibali con una recensione priva di voto o eccessivamente soggettiva, mi sembra una scappatoia odiosa e fin troppo semplice.

Partiamo quindi col dire che in qualche modo anche il combo di Buffalo era stato via via soggetto ad un'evoluzione rispetto ai propri esordi, agli albori dei '90...poche chiacchiere, i molti che affermano che sin dall'inizio i Cannibal Corpse abbiano sempre suonato la stessa canzone, hanno senza dubbio ascoltato i loro album con scarsa attenzione, e anche questo è oggettivo: i suoni dei vari "Butchered at Birth", "The Bleeding" o il classicissimo "Tomb of the Mutilated", nel loro marciume non fanno più parte dell'universo del gruppo da diversi anni.
Nei Cannibal Corpse di oggi vige un sound moderno, viscerale e forse ancora più disturbante di quanto già non lo fosse quello dei vecchi dischi. I recenti "Kill" ed "Evisceration Plague" sono stati dei veri e propri monoliti di pura brutalità, chiarissimi nel dimostrare tutto questo; e cosa possono fare i nostri nel corrente 2012? Nulla di meglio che incidere un album come "Torture" che conferma ancor di più la verità delle mie parole: non solo la band ha dato alle stampe un album ottimo e nel suo classico, inconfondibile stile, accontentando come sempre le legioni di propri fan, ma ha oltretutto smentito le tante voci che la accusavano della più totale assenza di inventiva, perchè "Torture" mostra invece una varietà di idee, riff e soluzioni ritmiche che gli eccellenti predecessori non avevano.

I Cannibal Corpse anche stavolta dimostrano di essere i migliori in ciò che fanno, e ancora una volta hanno vinto...le critiche del fan più impressionabile e meno intento a concedersi al bagno di sangue proposto, sono tutt'altro discorso e per giunta di scarsa utilità! Corrosivo e parossistico, ogni singolo riff e passaggio di quest'album è un'osso rotto, un'atroce scottatura in più, una nuova incisione sempre più profonda e mortalmente dolorosa; meno monocorde dei precedenti, "Torture" è comunque un altro lento processo di sevizia e morte, che alterna classiche song brutali e furiose come l'iniziale "Demented Aggression" o "Encased In Concrete", a brani più ragionati ma non meno morbosi: è il caso dei mezzi tempi marziali di "As Deep as the Knife Will Go" o "Sarcophagic Frenzy" col suo refrain lento e dalla vena schizofrenica ma vagamente melodica (!), oppure delle più cadenzate e ossessive "Scourge of Iron" e "Intestinal Crank", tutti pezzi dall'andamento continuamente rotto dai blast asettici e spaccaossa di Paul Mazurkiewicz.
Poi l'incubo di "Followed Home Then Killed" col suo cromatismo livido e allucinato, si rivela sconvolgente, un attimo prima di travolgerci con la violentissima "Rabid" e con gli incedere furiosi e spietati di "The Strangulation Chair" e della finale "Torn Through", dal ritornello dal groove micidiale che è uno degli apici dell'intero lotto: il lavoro chitarristico di Pat O'Brien e Rob Barrett è come sempre eccelso, tra tremoli e fraseggi glaciali, riff incastratissimi e soli isterici e tecnici, che danno colore ad un album che suona come una lama che affonda con lentezza e decisione fino all'osso.

L'inusualità di "Torture" rispetto agli standard del gruppo, sta nel suo essere meno monolitico del solito, fluido e apprezzabile nella sua interezza, caratteristica questa che purtroppo ne diviene l'unica pecca con il rovescio della medaglia: nella sua perfetta uniformità questo quadro manca forse di quei lampi di ispirazione sopra le righe, con cui i Cannibal Corpse erano soliti ritagliarsi il loro pugno di "hit" ad effetto, come anche le più recenti "Make Them Suffer" ed "Evisceration Plague", (già divenute dei classici) con cui far letteralmente impazzire il loro pubblico sotto i palchi, altro ambiente in cui il quintetto newyorkese non ha ancora rivali. 

Cos'altro aggiungere? Chi ama molto l'estremismo sonoro e decisamente meno il compromesso, chi è fan della band e la maggior parte degli amanti del death metal facilmente troveranno in "Torture" un altro freschissimo oggetto da collezione; chi invece è poco avvezzo a sottoporsi, appunto, a torture sonore di questo genere, capirà in questo caso più che in altri, dal famigerato logo sanguinolento in copertina, che sarà meglio stare alla larga e non perder tempo a puntare il dito contro quella che è ormai, come si diceva all'inizio, un'inattaccabile istituzione.

Recensione a cura di: Static Chaos
VOTO: 80/100

Tracklist:
1. Demented Aggression 03:14
2. Sarcophagic Frenzy 03:42
3. Scourge of Iron 04:44
4. Encased in Concrete 03:13
5. As Deep As the Knife Will Go 03:25
6. Intestinal Crank 03:54
7. Followed Home then Killed 03:36
8. The Strangulation Chair 04:09
9. Caged… Contorted 03:53
10. Crucifier Avenged 03:46
11. Rabid 03:04
12. Torn Through 03:11

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