10/05/12

Hellvetron "Death Scroll of Seven Hells and It's Infernal Majesties"

Full Length, Hells Headbangers Records, 2012 
Genere: Black/Death/Doom Metal

I titoli delle canzoni come quello dell’album in questione sembrano trattare qualcosa di veramente malefico, ma la vera maledizione è la musica oltranzista di questi Americani alle prese con il loro primo full length, che suonano un Black/Death a rallentatore e colmo di invocazioni sataniche e poco raccomandabili.

“Sheol – Grave Of Supernals” è un viaggio lento e logorante senza ritorno sul vascello di Caronte, fatto di pochi accordi doomeggianti disturbati e suoni sinistri, mentre la voce catacombale sputa le sue liturgie demoniache. Con “Abbadon – Wings Of Perdition” si ha qualche scatto impazzito sul piano ritmico, ma non niente di allarmante, qui si rimane sempre incastrati nel loro depressivo sound proveniente dall’oltretomba. L’introduzione di “Tithahion – Fouls Eaters Of The Clay Of Death” uccide qualsiasi sensazione di verve però inaspettatamente gioca qualche up-tempo marcio più vicino al Death Metal, ma questi piccoli sprazzi di gioia vengono subito soppressi dall’agonia sonora e dalle lugubri dissonanze. “Bar Shasketh – Fathomless Pit Of Destruction” è logorante, scarna, ed il suo alone oscuro può avvolgere le anime dannate. 

“Tzalemoth - Shadow Of Death” oltre alle ulra strazianti possiede un riffing di sottofondo tetro e stridulo, dove la chitarra non viene suonata ma torturata incessantemente, il main-riff segue lo standard delle altre canzoni senza troppi cambiamenti. “Shaari Moth – Omimous Gate Of Death” segue a ruota quello che è già stato detto in precedenza e lo fa in modo ipnotico ed ossessivo, quasi da sentirsi male. “Gehinnom – Hellwomb Of The Impure Hat Queen” rimarca insistentemente la sensazione di claustrofobia, rendendola ancora più palpabile, e con un altro riff lento ma pungente tagliuzza maggiormente i vostri corpi già agonizzanti. Il tutto si chiude con un sigillo di fuoco. 

Questo è un lavoro monolitico e prettamente nero nell’intimo, avente una struttura ripetitiva e con sbocchi creativi quasi inesistenti, quindi credo che debba essere ascoltato in un luogo adatto, esempio la tipica camera al buio e con magari un paio di candele consumate accese, senza altri rumori sottostanti. Se siete curiosi di scendere nei gironi infernali , troverete di sicuro la giusta compagnia, altrimenti statene davvero alla larga.

Recensione a cura di: chrisplakkaggiohc
VOTO: 70/100


Tracklist:
1. Sheol - Grave of Supernals 05:46
2. Abaddon - Wings of Perdition 02:56
3. Titahion - Fouls Eaters of the Clay of Death 02:40
4. Bar Shasketh - Fathomless Pit of Destruction 03:09
5. Tzalemoth - Shadow of Death 02:30
6. Shaari Moth - Ominous Gates of Destruction 03:33
7. Gehinnom - Hellwomb of the Impure Hag Queens 04:40

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