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06/11/14

LILYUM "Glorification Of Death"

Full-length, Naked Lunch Records
(2014)

Chi, come me, segue parecchio la scena black underground, conosce i Lilyum ed è abituato a vedere uscire dei capolavori di disco da loro. Dischi che sono ognuno diverso e unico, caratterizzati da un songwriting molto personale e criptico. Chi di voi segue da tempo la band sa che la loro attività musicale proviene da artisti che il black metal lo vivono da sempre, nel quotidiano, e non sono interessati a fare musica per la massa.
In questo senso l’intera discografia dei Lilyum è caratterizzata da autenticità e reale passione per il metallo estremo. Prendete ad esempio "Ultimatum", a mio avviso il migliore dei precedenti album, premete play e vi ritroverete ad ascoltare una bomba di disco, una mazzata che vi invita a guardarvi dentro e a rivedere il vostro concetto di black metal.

Questo "Glorification of Death" impone parecchio la visione dell’artista, quasi a tal punto da far perdere di vista il filo logico che lo unisce agli altri album e la ragione d’esistere del disco stesso. La difficoltà nell’estrapolare il messaggio infatti è più accentuata che nei precedenti lavori. Siamo di fronte a un punto di svolta nella carriera dei Lilyum? Sappiamo che il leader, K.R., ha avuto recentemente esperienze in altre bands ed è lecito pensare che ne sia stato influenzato nella fase compositiva: "Glorification of Death" è più diretto, meno curato nei dettagli e dal feeling grezzo e non troppo amaro. L’espressione della sua capacità di unire differenti stili è un po’ venuta meno in questo disco che tuttavia è suonato molto bene. Alcuni colleghi lo hanno elogiato, e in effetti se preso a sé è un disco di una qualità notevole, ma se valutato rispetto al percorso musicale della band rappresenta un po’ un punto di flesso.

D’altra parte c’è da dire che la prova da superare per i Lilyum è sempre ardua, perché non sono inscrivibili all’interno di un genere di black metal e i criteri di classificazione rispetto a un genere particolare non sono utilizzabili, piuttosto è da valutare il feeling, la complessità dei brani nonché la versatilità in fase di composizione. Kosmos Reversum rimane una garanzia in ambito black metal e soprattutto nell’underground, per la sua formazione eclettica e la sua capacità di astrazione del concetto di metal estremo. A questo giro ritengo non abbia espresso al massimo le sue potenzialità, realizzando un album gradevole ma non esclusivo come i precedenti.

In conclusione, un 78 al disco di un artista che può tranquillamente arrivare a 110 e lode, disco eccellente ma non capolavoro, che consiglio ovviamente ai sostenitori della scena italiana. A chi ancora non conoscesse i Lilyum o avesse voglia di approfondirli, consiglio vivamente "Ultimatum" e "Nothing is Mine".

Recensione di: "Erin"
VOTO: 78/100

Tracklist:

1. Transgressus Absconditus / Through Gateways Unseen 02:59
2. Christ Will Fall 03:23
3. Mater Pestis 04:53
4. Dark Holocaust 04:19
5. Glorification of Death 05:48
6. Veins of Stone 05:10
7. Torchbearer of the Cadaverous Dawn 05:30
8. Extinction 05:42
9. Necrosis 03:27
10. Todessendung 013 03:45

DURATA TOTALE: 44:56

http://www.facebook.com/lilyumofficial1
https://www.facebook.com/pages/Naked-Lunch-Records/200876893454003?fref=ts 

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