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lunedì 21 dicembre 2015

MENEAPNEONTES - Promachos

Full-length, Satanath Records
(2015)

Primo album per i Meneapneontes, due proveniente da Atene, Grecia, ovvero la terra che ha dato i Natali a formazioni seminali come Rotting Christ, Naer Mataron, Thou Art Lord e Varthron. Ma è il sound dei primi menzionati a farsi sentire con una certa chiarezza tra i solchi di queste undici canzoni, con quella particolare vena melodica che contraddistingue la band di Sakis & Co., ed alcuni accenni all'heavy classico e al death/black melodico che ricorda un po' i Dissection, specialmente quelli del controverso "Reinkaos". In questo senso basti ascoltare "Molon Lave" e soprattutto "Sons of the Greeks", con quest'ultima che ricorda molto il singolo "Maha Kali", estratto all'epoca da apripista al ritorno sulle scene di Jon Nödtveidt e i suoi Dissection. POi sappiamo tutti come andò a finire.

A tutto questo si aggiungono venature folk e accenni di epic metal. Le velocità non sono mai esasperate, ma di contro la band cerca di creare atmosfere cariche di pathos e dal feeling avvolgente dal tipico sapore mediterraneo. Si potrebbe classificare questa band come una copia quasi carbone dei sopra menzionati Rotting Christ, ma è innegabile che questi due musicisti propongono una musica ben suonata e in generale ben realizzata, con diversi pezzi di discreta fattura, quindi direi che la loro professionalità sopperisce a qualche limite in fatto di originalità e personalità. 
Altri pezzi come "Talos" o "Typhoeus" presentano un ottimo lavoro di chitarra e riff più che azzeccati, gradevoli nella loro orecchiabilità. Il fatto poi che, in generale, la band abbia un approccio catchy e "radio friendly", sempre tenendo conto che parliamo di metal estremo, gioca a loro favore, in quanto li mette in condizione di farsi apprezzare da una vasta fascia di pubblico, e non solo da coloro fissati solo con blast beat e voci gutturali.

Fondamentalmente questo "Promachos" è un disco che non ha la pretesa di inventare niente di nuovo e tantomeno di stupire, ma si fa voler bene grazie alla onestà e competenza di chi l'ha suonato. Questo non consentirà a questi due ragazzi di rimanere negli annali del black/death metal, ma realizzare un disco che non ha sbavature e completamente a fuoco non è scontato. 
Una larga e meritata sufficienza ci sta tutta, sperando che col secondo album possano offrirci qualcosa di più personale e maturo.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 65/100

Tracklist: 
1. Promachos 04:18 
2. Molon Lave 04:19 
3. Sons of the Greeks 03:57 
4. Talos 05:37 
5. Eleley 04:59 
6. Alexandros 04:47 
7. My Earth My Water 05:06 
8. Typhoeus 04:10 
9. Omnymi 03:58 
10. Raise the Aspis 04:04 
11. Roupel 06:04 

DURATA TOTALE: 51:19

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