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domenica 14 febbraio 2016

ASHES OF NOWHERE - Emptiness (Review)

Full-length, Independent
(2015)

Gli Ashes of Nowhere sono una band post-black metal italiana (non ho informazioni riguardo la città di provenienza) qui rappresentata dal loro primo full-length "Emptiness". Il genere proposto e' appunto post-black metal, quindi black metal abbastanza tirato mischiato a melodia, suoni moderni e clean vocals, il tutto amalgamato abbastanza bene e discretamente professionale per essere una autoproduzione.
Questo "Emptiness" si compone di sette song che hanno una media di sette minuti l'una, un po' troppo forse, lo scorrere delle canzoni è abbastanza piacevole ma una durata minore avrebbe sicuramente fatto assimilare meglio la loro proposta, che comunque resta interessante come nell'opener "Empty World" dove un inizio nostalgico lascia ben presto spazio a sfuriate black per poi rallentare nuovamente nella mid-song dove sono presenti, e lo saranno anche per altre canzoni, parti di clean vocals molto sofferte e per nulla banali.

Penso che gli AoN giochino molto su questi contrasti, melodie tristi, parti tirate e qualche innovazione inserita qui e là. Sia chiaro che stiamo comunque parlando di black metal e non di un ibrido, almeno da quello che sento, poi se gli AoN si sentiranno più vicini alla parte melodica e innovativa rispetto ai crismi del black tradizionale, questo ce lo dirà il futuro.
Questo loro primo album è più black metal che altro e le parti che citavo prima impreziosiscono il lavoro svolto invece che stravolgerlo. Una menzione particolare va a "Journey in the Abyss of Emptiness" davvero fatta bene e forse anche la più black metal dell'album, dimostrando che, anche senza suoni all'avanguardia e moderni, si può creare una sorta di tristezza e malinconia. 

Penso di aver sentito qualche ispirazione alla primi Solefald, magari non così avant-garde come loro, ma qualcosa secondo me c'è, come in "Blind" e la conclusiva "Buried". La band è giovane, in quanto nata nel 2013 e i buoni propositi ci sono, l 'album è maturo e genuino, forse solo un po' troppo lungo (54 minuti). Vedremo in futuro se sapranno ripetersi o mutare in qualche cosa di diverso.

Recensione a cura di: L.Skarn
Voto: 68/100

Tracklist: 
1. Empty World 07:06 
2. Journey in the Abyss of Emptiness 07:13 
3. Finest Pain 08:03 
4. Blind 07:29 
5. Grains of Sand 07:42 
6. Lullaby for the Dead 09:53 
7. Buried 06:31 

DURATA TOTALE: 53:57

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