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giovedì 10 marzo 2016

ALASTOR SANGUINARY EMBRYO - For Satan And The Ruin Of The Divine (Review)

Full-lenght, Satanath Records
(2015)

Gli Alastor Sanguinary Embryo sono un combo proveneinte dal Costarica e ha al suo attivo un demo del 1997 e ben due full-length: “Eternal Tears Through Asmodeo's Blackened Flames” del 1999 e “D.E.M.O.N.” del 2004. “For Satan And The Ruin Of The Divine” del 2015 presenta la band al mercato mondiale con delle intenzioni luciferine e bellicose, dal marcato odore di zolfo e dannazione eterna. Il Black Metal sinfonico proposto dai nostri predilige la velocità ed il puro attacco frontale anziché tessere atmosfere e barocchismi con le keyboards, che per quanto amalgamante nel loro sound, non sono mai realmente invasive.

Ciò che invece ho trovato veramente invasivo è stato la predominanza del basso, praticamente lo strumento più in evidenza nel tessuto connettivo dell'album. Questa scelta dal mio punto di vista si rivela controproducente su molteplici fronti: in primis soffoca la chitarra, che non avendo praticamente dinamica resta in sottofondo, scomparendo spesso sulle alte velocità. A seguire, le linee dello strumento non sono poi così varie e funamboliche da giustificarne la prepotenza nel mixing finale. Detto questo i ragazzi comunque sanno evocare un notevole inferno a livello sonoro, e la batteria, vero e proprio punto di forza della band, viaggia su velocità notevoli e risulta anche discretamente varia, cosa che ho apprezzato molto. La voce è rabbiosa e ferale e per quanto leggermente scolastica, ben si adatta al contesto d'insieme.
I punti di riferimento da un punto di vista stilistico sono tranquillamente i Dark Funeral dei primi album, mentre l'aggiunta delle tastiere, a volte, li fa accostare ai Bal Sagoth (per esempio), o ai Dimmu Borgir primo periodo, vuoi per l'uso a mo' di tappeto costante, che suscita spesso una certa monotonia di fondo. Da un punto di vista lirico invece “For Satan And The Ruin Of The Divine” è interessante. Nulla di particolarmente vario od innovativo, ma con una buona capacità di scrittura e con liriche ben strutturate che si fanno apprezzare per il genuino sentimento di disprezzo per il nazareno e per la completa e totale glorificazione senza compromessi del Male assoluto.

Nonostante siamo lontani anni luce dal capolavoro di metal estremo, i Nostri sudamericani confezionano un lavoro dignitoso e piacevole, discretamente suonato, forse ancora un po' da limare su alcuni fronti (primo fra tutti la produzione) ma con un notevole impianto lirico, ottimamente enfatizzato dal curatissimo artwork, che si fa notare per professionalità e ricercatezza.
Da segnalare il trittico “Black Dysangelion” suddiviso in tre capitoli (“ Invocation To Satan”, “The Holy Ghost Banishment” e “Diabolus Victoriam”) in cui veramente gli Alastor Sanguinary Embryo danno il meglio, sia per forza evocativa che d'impatto, e che resta secondo me il vero vertice del lavoro. Non mi resta che consigliare l'ascolto a chi vuole sentire un po di sana Fiamma Nera nelle orecchie, ma sopratutto nel proprio piccolo cuoricino nero, fatto di tenebra ed odio per la parola del nazareno.
Stay Evil!

Recensione a cura di: D666
Voto 65/100

Tracklist:

01. We Forged The Wound In The Christian Scar 05:41
02. Summoning The Beast Of Stigmata 07:30
03. War, Pestilence, Famine And Death 06:15
04. ...And Your Kingdom Has Fallen 06:52
05. Thick Darkness Below The Feet Of The Crucified 06:31
06. Immolate The Bethlehem Son 07:06
07. Black Dysangelion. Chapter I: Invocation To Satan 03:08
08. Black Dysangelion. Chapter II: The Holy Ghost Banishment 06:51
09. Black Dysangelion. Chapter III: Diabolus Victoriam 01:39
10. Beyond My Unconscious Deep XLIX 06:11

DURATA TOTALE: 57:48

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