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giovedì 5 maggio 2016

MISTEYES - Creeping Time (Review)

Full Lenght - Maple Metal Records
(2016)

Ci sono sempre due modi, due scelte, due strade per raggiungere un' obbiettivo, sia questa una meta, uno stato mentale, un traguardo e così via. La prima è sempre la più facile: si percorrono vie note, strade già percorse prima, magari da altri e spesso con aiuti e”spintarelle” che ci fanno arrivare prima. La seconda invece è quella in cui fai tutto da solo, percorri con fatica la strada, magari sbagliando, cadendo, ma poi rialzandoti ed arrivando comunque al traguardo,  solo ed esclusivamente con le tue forze e con la maturità che questo percorso ti ha fatto guadagnare.
Allo stesso identico modo si può prendere uno stile ormai abbondantemente sdoganato come il Gothic-Extreme Metal,   alla Cradle Of Filth per intenderci,  e farne una band fotocopia, una cover band sotto mentite spoglie, pronta solo ad avere il maggior numero di “like” sulla propria pagina facebook , non inventando niente, vivendo di rendita di ciò che altri hanno già suonato e portato all'apice, senza quindi il minimo sforzo creativo. Diversamente si può prendere la materia grezza, assimilarla, farla propria, magari metterci il proprio modo di vedere la cosa e remare, remare  controcorrente per farsi valere, con soluzioni più studiate, più elaborate e meno “radio friendly” ma alla lunga più artisticamente valide, persino rispetto a  chi questo genere l'ha praticamente inventato. I Misteyes sono decisamente la seconda ipotesi!

Partiti con un Death/Black melodico ma di maniera, hanno ben presto inglobato elementi sinfonici ed ampliato la loro gamma cromatica, fino a giungere al vero debutto che è questo “Creeping Time”. La loro proposta è valida dal mio punto di vista sotto diversi aspetti: in primis la cura del dettaglio nell'orchestrazione,che, per quanto molto barocca ed al mio orecchio magari non risulti proprio congeniale, è di ottimo livello, sia per quanto riguarda gli arrangiamenti che per quel che concerne la partitura complessiva. In secondo luogo, il vero punto di forza è la grandissima perfomance di Denise "Ainwen" Manzi, autentica cantante poliedrica in grado di reggere l'intera intelaiatura dei pezzi, impreziosendo e dando lustro all'articolata trama  del lavoro. In generale comunque la qualità dei singoli musicista è buona, le chitarre magari hanno un po' i suoni ovattati e la pasta non è particolarmente aggressiva, ma rimangono tutte comprensibili e l'intreccio con le armonie di keybords risulta compatto, cosa che spesso non avviene quando l'alto  numero di layers si sovrappone. La batteria suona un po' “ad effetto trigger”, con suoni appunto molto da studio e questo fa perdere un po' di dinamica, ma nell'insieme è un dettaglio che al primo vero lavoro ci può stare, per ovvi motivi. Il basso è presente e spesso spunta fuori, ma rimanendo entro certi range, quindi bilanciato e pulito, giovando e non penalizzando l'alto  numero di strumenti presenti nelle tracce. Le voci sono appunto quella lirica e passionale di Denise, che affiancata al growl possente e dallo scream sardonico di Edoardo "Irmin" Iacono completano il quadro di un Metal estremo e dinamico, ricco di sonorità goticheggianti che ho trovato godibile e non forzato, al contrario di milioni di altre bands che in questo genere ci sguazzano, purtroppo con scarsi risultati. 

Gli ospiti presenti sui pezzi (Björn "Speed" Strid dei Soilwork, Nicole Ansperger degli Eluveitie e Roberto Pasolini degli Embryo) rendono il loro debutto un piatto ricco ed interessante, ma questo risultato però lo devono fondamentalmente a loro stessi, che hanno lavorato bene su certi aspetti e che, per quanto alcune cose al mio orecchio ormai sfatto risultino un pochino ingenue, sono tuttavia ben espresse di qualità.  Non si può non fare un plauso a questi giovanissimi ragazzi di Torino che hanno profuso tutto il loro impegno alla creazione di “Creeping Time”, e un plauso speciale va anche  all'ottima “Lady Loneliness”, ballad gotica e toccante, che deve finire in ogni playlist,  tra i best of del genere. Bravi, continuate così!

Recensione a cura di: D666
Voto: 75/100

TRACKLIST:
01. The Last Knell (Intro)  01:40
02. Creeping Time  06:29
03. Brains In A Vat  05:39
04. Inside The Golden Cage  05:24
05. Lady Loneliness  04:37
06. The Prey  07:02
07. Destroy Your Past  05:02
08. The Demon Of Fear  06:55
09. A Fragile Balance (Awake The Beast - Part 1)  03:40
10. Chaos (Awake The Beast - Part 2)  05:26
11. Decapitated Rose  4:48
12. Winter's Judgment  08:05

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