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REVENIENCE - Daedalum (Review)

Full Lenght - Sliptrick records
(2016)

Arrivano al debutto questa ottima ed italianissima formazione  a nome di Revenience, con l'album dal titolo molto indicativo di “Daedalum “. E' in effetti sono  un dedalo le influenze di questa band che al suo primo lavoro spiazza tutti per freschezza e voglia di farsi valere. Per quanto siano una band dedita ad uno stile, quello del Gothic Metal al femminile, molto, troppo inflazionato, ciò che ho sentito da subito è l'energia e la determinazione che porta i “Revenience” a non essere la solita, scontata  band che si pensa quando ci si immerge nel marasma di bands dedite a questo particolare stile.
La prima vera indicazione di bontà del lavoro è l'ottimo controllo che i vari membri hanno dell'insieme, e infatti si nota subito che non sono primo pelo. Tutti i membri provengono da precedenti esperienze, e questo melting pot di culture musicali, spesso in antitesi, crea l'alchimia necessaria su cui si fonda la band. Alchimia molto produttiva, in quanto ha dalla sua un ottima preparazione tecnica, dei riffs accattivanti e l'immediata facilità d'ascolto, cosa che per molti può suonare penalizzante, ma che dal mio punto di vista è il loro maggior pregio, ossia quello di fare canzoni qualitativamente valide ma di presa immediata, che canticchi poco dopo e che ti restano in testa da subito, cosa che di questi tempi di massificazione/plastificazione da copia-incolla non è per niente semplice.

Tra i punti di forza c'è ovviamente l'ottima prova vocale di Debora Ceneri, cantante con forte personalità e ottima tecnica vocale, che sa come bilanciare  e dosare la sua voce in modo da non risultare stucchevole, cosa che nel Gothic metal di maniera risulta essere un pesante tallone d'Achille di molte  bands, anche le più blasonate. Di contro c'è a volte un po' di deriva, ossia il non riuscire spesso a lasciarsi alle spalle esempi clamorosi del genere, tra tutti  gli Within Tempation dell'ultimo periodo e a volte i primi Lacuna Coil, anche se rispetto a questi ultimi, hanno dalla loro un robusto legame con il metal più “tosto” e pesante, che gli fa guadagnare sicuramente punti rispetto alle ultime, sbiadite, uscite dei “rappresentati” del Goth Metal Italiano. E infatti, anche se non sopporto fare parallelismi troppo scontati o sterili, i Revenience sono ciò che potenzialmente dovrebbero essere i Lacuna Coil, se non avessero scelto di ammiccare ad un metal più patinato e a stelle e strisce. 

Detto questo, i suoni sono ottimi, le chitarre hanno un suono compatto e catchy, il drum-set è dinamico, per quanto il genere lo permetta, ed anche il basso risulta corposo anche se non eccessivamente in risalto. Le linee di keybords sono buone, niente di mirabolante, ma dosate il giusto, e, cosa importante, dal sapore “europeo”, ossia niente strizzatine d'orecchio a patterns “danzerecci” , ma al contrario di un barocchismo lieve, senza troppi eccessi, ponderato e godibile.  La voce femminile  è, come anticipato, il vero punto di forza della band,  anche se, ogni tanto, spunta qualche growls maschile del batterista, che ho trovato un po' fuori contesto (lo stile della band ha poco o nulla a che fare  con impostazioni alla Draconian per intenderci) risultando, purtroppo,  leggermente forzato, almeno, io l'ho percepito così. Per il resto, un buon lavoro, anzi, direi un' ottimo esordio per questi ragazzi di Bologna, che fanno ben sperare in una possibile carriera all'interno del panorama purtroppo stracolmo di band del genere. Se sapranno lavorare bene e con impegno, sono sicuro che andranno anche oltre le aspettative. Per il momento, ottimo lavoro!

Recensione a cura di: D666
Voto: 70/100

TRACKLIST:
01. In A Landascape Of Winter  02:37
02. Blown Away By The Wind  04:11
03. Shamble  04:00
04. Flail  05:21
05. Lone Island  04:00
06. A-Maze  05:22
07. Not My Choice 04:46
08. Revenant  02:37
09. Shadows And Silence  07:06
TOTALE: 40:04



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