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domenica 29 maggio 2016

SCHIZO - Rotten Spiral (Review)

Full Lenght - Punishment 18 Records
(2016)

A Quasi trent’anni dopo l’uscita di “Main Frame Collapse”, vero masterpiece del metallo mondiale (si, un vero e proprio  capolavoro purtroppo capitato in italia),  la band catanese arriva al suo quarto lavoro, ma della line-up originale è rimasto solo S.B. Reder. Attese alte quindi per una band che nonostante mille vicissitudini è sempre stata avanti come sonorità per  un genere ormai  totalmente inflazionato.
Per iniziare c’è da dire che il gruppo continua con coerenza a proporre quanto gli viene meglio attualizzando il tutto  al 2016, non perdendo affatto la rabbia e furia che li ha sempre contraddistinti.“Rotten Spiral” è stato inoltre registrato a Zurigo negli studi di Vetterli dei pionieri Coroner (in cui  appare come ospite nella prima traccia) e consta di otto pezzi. Partiamo con “Leaders Of Deception” che apre le danze con una chitarra acustica piena di tensione e drammaticità che pian piano sale fino a diventare tirata con una doppia cassa a far da locomotiva ad un pezzo che quasi arriva a toccare parti Black Metal,   per poi tornare su tempi Speed Metal. Con sonorità vicine all’ultimo album. Passiamo Poi a “Skeptic flesh”, con un inizio chitarristico in pieno stile Necrodeath per poi rientrare nei limiti del classico blast-beat del combo siciliano. Comunque il pezzo non esagera mai, restando sempre nei binari. E forse qua si inizia a capire che i siciliani hanno deciso di convogliare sofferenza e malvagità in suoni più rallentati e di atmosfera.


Anni 80! Eh si con “Neurotic propaganda” si torna lì, in pieno speed-thrash di stampo Slayer (con infarinature di Sodom e Destruction, il che è cosa buona e giusta ahahah), quindi un pezzo davvero malefico e folle. Mentre con “Rotten spiral” si ritorna sulle coordinate del disco, tempi sostenuti ma non folli, un’atmosfera lugubre, suoni semplici ma non banali, sempre sul punto di esplodere, che ti tiene lì. Con “Deathwire” S.B. Reder ci prende per le orecchie e ci rimette in riga con suoni più speed thrash, ossia  riffs classici ed oscuri, con le urla di Niko a scuoterci dal torpore, forse il pezzo più tirato dell’album. Piove, una chitarra acustica arpeggia, così parte “Freikorps”, ma il tutto viene spezzato da un riff marziale che ci porta su un mid-tempo bello dritto, sorretto dalla doppia cassa davvero micidiale, con liriche impostate su vecchi corpi franchi tedeschi nella fine della prima guerra mondiale. Emerge il lavoro del produttore con suoni bilanciati, anche se qua è il basso a far da pennello sulla tela per rappresentare le sensazioni sgradevoli che escono dal racconto con finale in pieno stile degli anni 80. E visto che siamo in quegli anni, eccoci a “Hysterial god” con chitarre alla Kreator ad aprire in modo diretto questo pezzo, forse il pezzo che meno vario del lotto,  in pieno stile thrash dove al posto della brutalità vengono preferite sensazioni opprimenti seguendo comunque la via del vecchio stile crucco, ed ecco che  appare il fantasma di “Agent Orange” degli onnipresenti Sodom. 

Il finale spetta a “Final warning” dove l’inizio è quanto ci si aspetta dagli Schizo, per poi portarsi su un mid-tempo dove spicca la voce di NIko e dove la chitarra da sensazioni di dolore ed inquietudine. Una canzone strutturata in vari blocchi  aperti da sfuriate di chitarra, dove ti prende sempre di più una grossa sensazione di malinconia. E così si va verso il finale, un finale che sfuma,  sempre più fioco, fino a lasciar un solo strumento  che sa di disincanto,  di totale rassegnazione. Per me “Rotten Spiral” è un album azzeccato dove alla fine le influenze anni 80 non sono altro che il frutto della storia della band nata in quegli anni, che pubblica demo nei primi anni 80 ed il primo album nel 1986, un album dove il marchio di fabbrica della band si evolve per portarsi nel 2016 senza snaturarsi. Più cupi e meno aggressivi ma sono loro, gli Schizo!

Recensione a cura di: Ivano “Bata” Invernizzi
Voto: 75/100

TRACKLIST:
1) Leaders of deception 05:44
2) Skeptic flesh 04:11
3) Neurotic propaganda 03:41
4) Rotten spiral 06:54
5) Deathwire 02:39
6) Freikorps 04:57
7) Hysterical god 06:16
8) Final warning 05:22

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