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Intervista: FRANCESCO FARERI

Dopo essere rimasti colpiti dal suo ultimo album intitolato "Universal Collision" (top album e recensione QUI), siamo andati ad intervistare questo straordinario chitarrista che, ne siamo sicuri, farà molta strada. Le qualità ci sono tutte, quindi non resta che leggere il resoconto delle nostre domande!

1) Ciao Francesco e benvenuto sulla nostra zine. Vogliamo iniziare facendo una breve introduzione e qualche cenno biografico sulla tua carriera di chitarrista dagli inizi ad oggi?

Ciao e grazie! Ho iniziato a suonare a circa 14 anni quando ho scoperto che la musica che ascoltavo la potevo anche riprodurre con la chitarra! Suonavo fino a 6/8 ore al giorno tutti i giorni per molti anni! Nel tempo ho realizzato 5 album solisti e uno col mio gruppo; ho suonato con artisti come Jeff Loomis, Jon Fin, Takayoshi Ohmura,
Vitalij Kuprij e molti altri, e sono fortunato a suonare sempre brani miei o comunque musica che mi piace senza dover scendere a compromessi commerciali o di altra natura.

2) Come e dove si sono svolte le registrazioni di "Universal Collision"?

Ho registrato l’album nell’inverno del 2015/2016 nello studio di registrazione che ho qui a Roma nella scuola di chitarra dove lavoro Total Guitar Academy www.totalguitaracademy.com Mi sono occupato di tutto io, partendo dalla registrazione dei singoli strumenti, al mix, alla masterizzazione fino all’artwork. Durante il mix il supporto dei miei amici e colleghi qui a scuola è stato fondamentale per la riuscita finale. Per le chitarre ho usato tutti i miei modelli ESP E-II mentre per l’ampli ho usato il Fractal axe-fx e una testata Blackstar HT10.

 3) Vuoi spiegarci come nasce una tua canzone? Puoi spiegarci meglio cosa ti porta a voler portare la chitarra a livelli di tecnica così elevati, seppur riuscendo a non fare solo degli sterili esercizi di stile?

La nascita di un brano per me è stato un processo creativo naturale e negli anni si è evoluto tantissimo. Ad oggi spesso il tutto nasce da un riff o da un’idea melodica che poi cerco di modificare e ampliare nel corso della canzone inserendo tema/bridge/solo ecc anche se il brano è strumentale. Scrivere musica penso sia la parte più bella per ogni musicista è come avere un foglio di carta bianca dove puoi realizzare una cosa Tua e solo Tua, a prescindere se sarà bella o meno, ma solo l’idea di poter creare io della musica è stata la scintilla che mi ha spinto a studiare e suonare il più possibile.

4) Il tuo ultimo album è manna dal cielo per ogni amante della chitarra elettrica inserita in un contesto di musica dura in senso ampio. Quello che però mi ha colpito è la tua capacità di saper provocare emozioni attraverso una esecuzione sempre ad altissimo tasso tecnico. Insomma, l'intricatezza e la tecnica sono messe al servizio delle emozioni che vuoi trasmettere?

Ti ringrazio! Come ti accennavo per fortuna mi sono evoluto e migliorato anche in questo processo, infatti Universal Collision e Mechanism Reloaded (l’album prima) hanno iniziato questo processo di miglioramento ed inserimento della melodia al centro del brano, cosa che in passato invece non era sempre chiaro. La tecnica mi ha sempre affascinato, tecnica intesa come capacità di suonare quello che si desidera, e questo mi ha spinto ad usarla per creare dei passaggi più articolati dove però si sentisse sempre un “tema” di fondo.

5) In ambito chitarristico, quali sono i tuoi numi tutelari? E se estendiamo il campo alla musica in genere, quali sono le tue principali influenze?

Ascolto tanta musica, e tanta diversa...se ti nominassi tutti gli artisti che ascolto penso che molti amici non mi rivolgerebbero più la parola! scherzo ovviamente! Questo per dire che non ascolto solo metal o affini! Di sicuro in ambito chitarristico Jason Becker e Marty Friedman sono state due grandi influenze e poi tutto il filone metal/shred/neoclassico degli anni 90 con Malmsteen, Moore, Tafolla, Rondat ecc ecc come gruppi sicuramente Dream Theater, Metallica, Megadeth. Ascolto anche molti chitarristi acustici come Al di Meola, Tuck Andress, Vicente Amigo. Credo che la musica suonata bene e con un contenuto valido sia da ascoltare almeno una volta senza escluderla a priori dal genere, con questo concetto vi lascio intendere che i miei ascolti sono ampi!

6) So che sei attivo in sede live. In special modo vorrei che ci parlassi della tua esperienza in Giappone con le date per la ESP. Di cosa si è trattato esattamente e come sono andate queste performance? Hai trovato differenze nel pubblico rispetto a quello italiano?

Sono appena tornato dal Giappone per la promozione del nuovo album, infatti ho fatto una masterclass didattica al prestigioso istituto musicale MUSICIANS INSTITUTE di Tokyo dove ho spiegato le tecniche usate nel mio album presentando anche il mio nuovo metodo didattico che utilizzo anche nei miei corsi a scuola. Ho fatto un’intervista per la nota rivista giapponese Young Guitar Magazine registrando svariati video promozionali. Inoltre Esp Guitars mi ha invitato a suonare alla fiera Tokyo Music Fair 2016 insieme a moltissimi artisti locali molto conosciuti come Syu chitarrista del gruppo Galneryus o Takayoshi Ohmura che attualmente suona con Baby Metal. Takayoshi lo conosco da molti anni e suoni un guest solo su un suo album che vedeva molti altri ospiti oltre a me, nel mio brano ci cantava per esempio Russell Allen dei Symphony X, e proprio con lui ho diviso il palco per un brano! Differenze di pubblico? Si, lì il pubblico c’è, qui no! Scusate se sono sincero ma non ne posso fare a meno!

 7) Sempre parlando di ESP, come sei arrivato a stringere questa partnership con questo marchio di strumenti così prestigioso?

Sono quasi 10 anni che uso questo marchio e la fiducia e collaborazione cresce di anno in anno! Nel 2015 ESP Guitars mi invitò a suonare al NAMM a Los Angeles la fiera più grande al mondo degli strumenti musicali e quello è stato il momento per fare il salto di qualità fino ad arrivare al Giappone. Il tutto ovviamente si mantiene per l’altissima qualità degli strumenti che in anni non ho mai trovato altrove!

8) Come sono state, fino ad ora, le opinioni riguardo "Universal Collision"? Io l'ho trovato un disco fantasioso ed eseguito splendidamente, e anche piuttosto vario e capace di non annoiare, cosa tra l'altro non scontata in un album puramente strumentale. Come stanno reagendo quindi, in generale, stampa specializzata e pubblico? Sei soddisfatto fino ad ora?

Guarda il cd è stato autoprodotto a causa di una caduta discografica da parte di etichette e l’aspetto stampa è stato un po secondario a dire la verità ma ci sto lavorando. Per ora ti posso dire che le vendite sono andate molto bene rispetto alle aspettative e chi l’ha comprato mi ha scritto soddisfatto, poi ovviamente come qualunque prodotto ci starà sempre qualcuno a cui non piace e come giusto che sia anche!

9) Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato di raggiungere come musicista e quali hai già raggiunto, secondo te?

Come musicista vorrei imparare e studiare sempre di più e migliorare, non sono mai soddisfatto delle mie conoscenze, vorrei sapere suonare sempre meglio! Vorrei poter suonare dal vivo più spesso presentando la mia musica e facendo da portabandiera della musica per prima cosa, ma la dura realtà Italiana purtroppo ti vieta tutto questo!



10) Chi sono gli altri musicisti che ti hanno accompagnato in tour e nella registrazione di "Universal Collision"?

Alla batteria troviamo Emiliano Bonini che ha già suonato con me in altri due album e che ora è al debutto col gruppo Hevidence! Al basso in due brani compaiono Lorenzo Feliciati e Pierpaolo Ranieri, mentre in un brano figura Fabio Cerrone che aggiunge il suo stile chitarristico valorizzando quel brano. Sono contento questa volta di aver suonato con tutti amici che conosco di persona e che rispetto e reputo degli ottimi strumentisti, questo è il valore aggiunto all’essere musicista!

11) Ultime parole famose, scrivi tutto quello che vuoi!

Dopo l’esperienza in Giappone, vorrei dare un messaggio a tutti gli amanti della musica di andare a sentire i concerti, alle band di suonare sempre le musiche loro e credere nella loro musica, alle cover band di creare musica propria e sentire l’adrenalina quando il pubblico batte il piede a tempo, ai gestori dei locali di far suonare più musica originale... e poi finisco qui altrimenti sarebbe una predica! Grazie a tutti! Vi lascio il mio sito: www.francescofareri.comwww.totalguitaracademy.com 

Intervista a cura di Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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