20/05/17

DRAGONFORCE "Reaching into Infinity" (Recensione)

Full-length, earMUSIC
(2017)

I Dragonforce sono sempre stata una band da ascoltare di volta in volta e da non prendere troppo sul serio. Infatti, la band stessa non lo fa quando compone musica, abbiamo la follia in “Inhuman Rampage” e “Ultra Beatdown”, che sono album bellissimi da vedere tramite un guitar playthrough, ci sono anche molte sezioni delle loro canzoni che sono quasi impossibili da suonare realisticamente sulla chitarra e i loro trucchi utilizzati sono di certo uno stampo Dragonforce.
La band è caratterizza da musicisti incredibilmente impressionanti, ma allo stesso tempo cade nella categoria in cui tutte le loro canzoni suonano purtroppo molto simili tra loro (strofa-ritornello-strofa-ritornello-solo-interlude-ritornello).

Fortunatamente però, con questo nuovo record, “Reaching into Infinity” i DragonForce sono davvero usciti dalla loro scatola per cui sono noti a tutti e questa volta hanno incorporato un bordo più Progressive al loro suono, una caratteristica mai apparsa nella carriera dei Dragonforce. Il primo singolo rilasciato dell’album è “Judgment Day” che presenta una sezione di tastiera che ricorda vagamente i Dream Theater, seguita naturalmente da un lavoro chitarristico di mr. Herman Lee e Sam Totman (un tema ricorrente nell’album, come in ogni lavoro dei Dragonforce). La prossima canzone che hanno pubblicato è stata “Curse of Darkness” la quale presenta un intro molto epico, altra particolarità che non abbiamo mai sentito fino a questo album. Anche una ballad è presente in questo disco dal nome “Silence”, veramente bella, contenente una solista che si adatta perfettamente all’intero mood della canzone. Elementi che i Dragonforce non hanno mai toccato sono disseminati in tutto questo disco, ogni canzone suona unica e propria, una peculiarità che non è mai stata della band. Bridge, breakdown ecc. sono unici e molto fuori dalla norma per l’agenda tradizionale dei Dragonforce.

E se pensate che il Progressive abbia infettato leggermente le canzoni del lotto, qui abbiamo la loro più lunga traccia fino ad oggi: “The Edge of the World”, con un tempo di esecuzione di oltre unidici minuti, si presenta come un brano che si divide in un paio di sezioni con una sorta di struttura tradizionale Dragonforce all’inizio, ma poi progredisce in una canzone quasi Death Metal con alcuni impressionanti growl del loro bassista Frédéric Leclercq, se pensaste che i Dragonforce fossero uno scherzo della natura, dei pagliacci, ascoltate questa canzone e vi assicuro che non sbadiglierete mai.

Complessivamente con questa miscela di suoni i Dragonforce hanno decisamente fatto centro, hanno portato a qualcosa che è molto più interessante di tutto quello che hanno rilasciato in questi ultimi tempi e che i fanatici chitarristi non possono lasciare a disparte, anche se ci sono alcuni cliché prominenti dei Dragonforce, penso che questo disco nel suo complesso sia uno dei lavori migliori della band sino ad oggi.

Recensione a cura di: Benito Stavolone
Voto: 80/100 

Tracklist:
1. Reaching into Infinity 01:25
2. Ashes of the Dawn 04:33 
3. Judgement Day 06:13 
4. Astral Empire 05:24 
5. Curse of Darkness 05:35 
6. Silence 04:50 
7. Midnight Madness 06:21 
8. War! 05:19 
9. Land of Shattered Dreams 04:59 
10. The Edge of the World 11:03 
11. Our Final Stand 05:04 

DURATA TOTALE: 01:00:46 

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