19/06/17

ZOLLE "InFesta" (Recensione)

Full-length, Subsound Records
(2017)

Gli Zolle sono un duo heavy rock abbastanza sperimentale formato da chitarra elettrica e batteria proveniente da Lodi. Dopo l'omonimo album del 2013, pubblicato dalla Supernatural Cat, nel 2015 esce "Porkestra (Bloody Sound Fucktory"). Ecco uno stralcio della loro biografia, che molto racchiude il pensiero sarcastico della band: "Solo chi conosce la disinvoltura di un bovino mentre defeca può comprendere la genesi dei brani degli Zolle. Figli di un percorso naturale, diretti, compatti, soggetti a forza di gravità.
Di impatto sicuro, con anima calda che non si esaurisce nel cadere al suolo. Neppure gli schizzi si perdono. In questa contemporaneità, complessa e indefinita, i pezzi di Zolle affermano l’essenziale, presentandosi come solchi di terra della pianura da cui provengono. Venendo rotti, rivoltati, sbriciolati, tritati. Odori e profumi si confondono in un’unica massa sonora: Zolle."
E quindi arriviamo ai giorni nostri e a questo "InFesta", che esce sotto Subsound Records, mentre il succo del disco, riassunto dalle parole dei musicisti stessi, risulta così: "Immaginatevi a 17 anni. Sabato sera con gli amici. Energia, spensieratezza, onnipotenza e gli effetti collaterali. Incontrarsi, mangiare, bere, suonare. Stefano con una batteria in rame. Marcello con una chitarra in alluminio.
Giulio Ragno Favero al mixer. Infesta suona energico, pesante, positivo. Forse negativo".

Sostanzialmente l'essenza e la musica di questo disco viene già carpita da queste righe autobiografiche o che la band stessa scrive di se stessa e della propria musica, ma direi che non basta. Non basta perchè la musica di questo "InFesta" è fuori da ogni schema, si presenta pesante, deflagrante per potenza e impatto, con riff pesanti che strizzano l'occhio allo stoner e al rock più marcio e lercio. La produzione, dal canto suo è ottima, valorizza molto ogni passaggio, ogni nota, ogni tonfo di tamburo. E' tutto molto grosso, prepotente e per certi versi anche un po' schizzato e psichedelico.  Canzoni come "Kadregah", "Versum", "Kadregah" e "Magnum" sanciscono una prima parte di opera davvero ottima. La capacità più evidente di questi due musicisti, sta nel rendere varia la propria musica con una buona alternanza di soluzioni non banali e ritmi di batteria che  non si limita a dettare il tempo senza troppa verve, ma si impenna e scende su un terreno a volte un po' tortuoso e imprevedibile. Prendete parte della follia dei Primus, immaginatevi dei Neurosis molto meno cupi, aggiungete un pizzico di Kyuss, di Queens of the Stone Age e qualcosa dei Mastodon. Ecco ora mescolate bene tutto e non mettete la voce, ma al suo posto la voglia di fare essenzialmente del buon rock pesante. Ecco grossomodo la ricetta degli Zolle!

Certo a volte la band diventa quasi psicotica ed è difficile accostarla a dei nomi, come nel caso di "Thorthellion", un brano dove i termine "sperimentale" e "progressivo" credo siano calzanti, in un brano che è pura goduria sonora, con tutto il suo carico di chitarre stridenti, botte da orbi di batteria e spallate di riff che colano grasso a iosa. Si scende in una pesantezza devastante in "Interiora", che rimane uno degli episodi di questo disco a me più cari. Marcello Bellina (chitarra) e Stefano Contardi (Batteria) provocano insomma, per tutta la durata dell'album, un macello che merita un applauso. Essendo anche io un batterista, mi immagino come riduca la batteria Stefano dal vivo, ma volendo anche in sala e in studio. Perchè quando uno picchia, e lo fa bene, si sente eccome!
Ancora complimenti per un disco che non ha cali, si esprime senza limiti e non se ne vuole porre, ma che invece pone in chiusura una mazzata da trenta e lode come "UnDoom", giusto per far capire che se si deve spaccare, lo si deve fare fino alla fine. 
Contenuto musicale non troppo convenzionale e per menti aperte ultra consigliato.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 85/100

Tracklist:
1. Kadregah 02:23
2. Versum 02:56
3. Kadregah 02:56
4. Magnum 04:20
5. Thorthellion 02:39
6. Brasathor 03:20
7. Interiora 02:41
8. Infuso 02:09
9. UnDoom 05:50 

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