27/10/17

SLABBER "Colostrum" (Recensione)

Full-length, Independent
(2017)

"Colostrum" è il primo "parto" discografico (prendo spunto anche guardando la copertina) dei milanesi Slabber, La formazione in questione vede i seguenti componenti in line-up: Francesco Valerio al basso, Marco Maffina alla batteria, Marco Poliani alla chitarra e backing vocals e Alessandro Bottin alla voce. La proposta musicale di questi ragazzi, che provengono da una esperienza passata sotto il monicker Rapid Fire, è riassumibile col termine Heavy Metal.

Ebbene, questo termine tanto antico è ancora in voga, perchè quando ci troviamo ad ascoltare album come questo "Colostrum", capiamo che il genere è vivo e vegeto e ha ancora ottimi interpreti. E se parliamo di band italiane, come in questo caso, siamo ancora più contenti. Questa band fa tesoro dell'insegnamento di band come Manowar, Judas Priest, Primal Fear e concretizza undici episodi in cui tutto sembra funzionare molto bene, a partire da una produzione stellare che valorizza l'operato dei Nostri. Non ci sono cadute di stile nei quasi quaranta minuti del disco, e quando la band si butta nella strumentale "Hybrid", capiamo che qui c'è anche molta classe.

A rafforzare questa tesi ci sono tutti gli altri pezzi, potenti inni al metal più robusto, che non disdegna di affrontare molte volte ritmiche che strizzano l'occhio al power/thrash metal, con innesti in doppia cassa da parte dell'ottimo drummer Marco Maffina, come ad esempio in "Unmoved", un brano che mi ha ricordato alcune cose degli ultimi Symphony X, compresi i suoni di chitarra molto ruggenti e compatti, e un approccio al metal progressivo che si può riscontrare anche in altri brani. La voce appare a volte leggermente sopra le righe, e questo per me è un piccolo difetto. In poche parole Alessandro Bottin è dotato di un'ottima ugola, anche versatile, ma molte volte urla anche dove a mio avviso non ce ne sarebbe bisogno.

Ad ogni modo quello che rimane è un lotto di brani solidissimo, quasi inattaccabile. Un disco che spicca nella sua interezza e che invoglia a essere riascoltato a tutto volume. 
Se la band fosse promossa a dovere da una buona label sarebbe cosa buona e giusta, e molto presto risentiremo parlare di loro. Questo primo album è già così convincente: cosa potranno riservarci in futuro questi Slabber? Aspettiamo che questo frutto maturi per bene, sicuri che non verremo delusi.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Vagito (Intro) 00:23
2. Riot Day 05:04
3. Blood in the Nation 03:52
4. Dust 04:18
5. Black Skin 01:04
6. Unmoved 04:00
7. Hybrid 02:24 instrumental
8. Violent Man 03:54
9. Connection to Nowhere 04:56
10. Lacking Light 04:30
11. Killer Worm 04:18

DURATA TOTALE: 38:43

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