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lunedì 19 febbraio 2018

HEXENHAMMER'S FLAME "Blood of Death Camps" (Recensione)


Full-length, Vacula Productions
(2017)


Thanataur è l'unico membro di questo progetto proveniente dalla Russia e questo "Blood of Death Camps" è il suo secondo full-length, che segue a tre anni di distanza il precedente "Ad Fines Nivis Aeternae". Questo musicista riesce a concepire un'opera che a tratti lascia davvero stupefatti per la sua cura e per la sua maturità, e si lascia quindi alle spalle il clichè "one man band/black metal" che vuole molte volte i musicisti coinvolti in questi progetti autori di opere grezze e approssimative.
In questo caso non è proprio così, e anche la definizione di black metal calza un po' stretta a questo artista che riesce a condensare, oltre al black metal, anche influssi thrash, epic, pagan e volendo di metal classico in un disco avvincente dalla prima all'ultima traccia.

La propensione alla melodia di questi Hexenhammer's Flame e la capacità di costruire canzoni piuttosto varie sotto il profilo compositivo, fa in modo che questo "Blood of Death Camps" diventi un album imperdibile per tutti gli amanti del black mal melodico e ha al suo interno una varietà stilistica tale da riuscire ad offrire episodi coinvolgenti e che stupiscono per il loro approccio personale e sempre votato ad una espressione non statica della proposta. Ci sono parti veloci, mid tempo, chitarre malinconiche che arricchiscono le strutture di base intessute da possenti chitarre ritmiche, basso e batteria, e la voce di Thanataur si fa apprezzare per il suo scream non estremo ma un po' strozzato e disperato. A volte siamo di fronte a piccole gemme e anzi, potrei dire che tutto l'album è davvero notevole sotto ogni punto di vista, produzione compresa, e quindi sarebbe inutile fare un elenco della spesa di cosa è meglio oppure no.

Un disco che mi ha lasciato piacevolmente colpito e sul quale non avrei scommesso molto a dire il vero, in quanto non conoscevo la band in questione, e perchè di solito la Russia è una terra prolifica per il black, ma come dicevo in apertura, quando si ha a che fare con one man band non sempre i risultati sono esaltanti. Mito ampiamente sfatato quindi per gli Hexenhammer's Flame, che non solo ci deliziano con un grande album, ma che ci tengono a farlo fino alla fine, piazzando una "Majdanek" da brividi in chiusura, la più vicina a certe cose depressive alla Burzum del pacchetto (ma è l'unica).
Date una possibilità a questo artista, perchè merita davvero!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. In the Police State 04:42 
2. New Buchenwald 05:10 
3. Blood of Death Camps 05:38 
4. Pitting Brothers 04:09 
5. Living the Illusion of Freedom 04:55 
6. Shadow of the Past 07:06 
7. Without the Right of Death 06:56 
8. Broken by the System 04:43 
9. Majdanek 08:05

DURATA TOTALE: 51:24

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