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sabato 7 luglio 2018

AD HOMINEM "Napalm for All" (Recensione)


Full-length, Osmose Productions 
(2018)

Dopo svariati anni di carriera e dopo svariati album possiamo dire tranquillamente che gli Ad Hominem non sono mai cambiati, nè come stile musicale e nè come attitudine. Le loro liriche "no compromise" e politicamente non corrette sono sempre pronte a colpire chiunque non la pensi come il mastermind e polistrumentista Kaiser Wodhanaz, e infatti un titolo come "Napalm For All" è qui a dimostrarcelo una volta in più, giusto per ribadire un concetto chiaro e semplice, ovvero un messaggio di odio verso tutto e tutti.

Musicalmente questo disco non aggiunge nulla di nuovo alle coordinate del suo buon predecessore "Antitheist", così come non differisce nemmeno molto da quello prima ancora, "Dictator - A Monument of Glory". Si potrebbe infatti notare solo una lieve evoluzione nel sound degli Ad Hominema a partire da "Climax Of Hatred", e poi sublimata nei dischi successivi. 
Sia chiaro che siamo sempre di fronte ad un black metal marziale, aggressivo, essenziale e sporcato di vaghi influssi punk e thrash, così come era anche all'inizio, ma con l'andare del tempo i suoni sono migliorati, così come il livello compositivo, ora leggermente più sfaccettato, e anche l'esecuzione e la produzione sono migliorate sensibilmente. Non devono infatti trarre in inganno le strutture tutto sommato semplici dei brani: dietro a queste si cela comunque un palese sforzo nella cura degli arrangiamenti e del sound, che da qualche anno a questa parte risulta più organico e meno freddo. 
I pezzi sono tutti di discreto-buon livello, a partire dalla bastardissima opener "AMSB" fino alla conclusiva "Vatican Gay"; hanno tutti il pregio di apparire sfrontati e sinceri. A livello di voci i Nostri hanno sempre giocato molto su ritornelli con cori urlati a pieni polmoni, scandendo le parole con tono militaresco, e le chitarre in questo album sanno colpire con un riffing snello ma dannatamente convincente, andando talvolta pure a scomodare terreni quasi doom, come in "I Am Love".

Chiaro che chi non ha mai apprezzato questa formazione non inizierà a farlo con questo loro nuovo album, ma è evidente che il nostro Kaiser Wodhanaz ha saputo negli anni perfezionare una formula che potremmo definire anche come sua propria, non snaturando nulla e quindi non tradendo i suoi fan della prima ora. Insomma, meriti ce ne sono parecchi in questo disco, anche quando inizia un brano che ci riporta agli Shining, intitolato "Consecrate the Abomination", per poi indirizzarlo nel solito "hate-metal"...Ecco, questa definizione penso possa rendere l'idea di cosa siano da sempre gli Ad Hominem e di come lo confermino in questo "Napalm For All"!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 70/100

Tracklist:
1. AMSB 04:04 
2. I Am Love 03:13 
3. Consecrate the Abomination 03:50 
4. Napalm for All 01:51 
5. Goatfucker 04:01 
6. V. Is the Law 04:19 
7. Imperial Massacre 04:35 
8. Bomb the Earth 02:34 
9. You Are My Slut 05:08 
10. Vatican Gay 05:15 

DURATA TOTALE: 38:50 

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