OBSOLETE THEORY "Mudness" (Recensione)


Full-length, My Kingdom Music 
(2018)

"Mudness" è l'album di debutto del progetto Obsolete Theory, band di Milano caratterizzata da uno stile Doom/Black Metal moderno e interessante. Il loro intento di proporre qualcosa di livello artistico elevato si percepisce, già prima dell'ascolto del loro lavoro, guardando la splendida copertina del digipack, realizzata da Jeff Grimal (The Great Old Ones), degna di un'opera di Beksinski. 

La prima delle cinque tracce, tutte abbondantemente sopra gli otto minuti, si intitola "Salmodia III", caratterizzata da un'intro spettrale con lo scroscio della pioggia e il canto dei corvi, ci introduce nell'atmosfera tetra che si percepisce da ognuno di questi brani. Questi suoni lasciano posto agli strumenti, che colpiscono duro con riff tipicamente doom, rafforzati dalle percussioni aggiuntive che danno solennità al tutto. Si passa poi a "Six Horses Of Death" dove, tappeti di granitico doppio pedale, spianano la strada a riff di chitarra melodici dai quali si percepisce l'influenza di band come i Katatonia. Si può già notare il dinamismo dato dal passaggio della voce del frontman, in vari registri di canto (pulito, growl e scream), e da parti doom che sublimano in muri di blast beat. 

La terza traccia, "Dawn Chant", è un vero e proprio viaggio in luogi oscuri, notturni e desolati. In questo viaggio ci fanno compagnia i suoni di chitarra, per questo brano più crunch e acidi, e riff di basso ipnotici. Dopo circa metà del brano si passa nettamente a una parte più black, che crea l'effetto di un brusco ritorno ad una realtà deprimente e ossessiva. "Sirius's Blood", penultima traccia, è sicuramente la più evocativa ed atmosferica, con parti di "recitato" interpretate dal cantante. Qui le melodie sfiorano le atmosfere horror dei capolavori di Dario Argento, con richiami ai Cradle Of Filth dei tempi d'oro soprattutto nelle chitarre. "The God With The Crying Mask" è la degna conclusione di questo album, rappresentando l'apice del climax musicale ascoltato finora. Il testo di questo brano sembra carico di rimpianti e memorie che causano dolore, accompagnato da melodie che trasportano tutta la drammaticità di questo mood. L'album si conclude con un coro, che ripete ossessivamente una sorta di preghiera a deità indolenti e noncuranti di loro. 

Nel complesso si tratta di un album ottimo, un debutto che sembra il lavoro di una band già matura e soprattutto con una vera e propria poetica, cosa non da poco. Pregevoli l'esecuzione e la produzione, che soddisfa anche chi non è abituato a BPM rallentati, con tutte le incursioni nel death e nel black che caratterizzano questo album. Speriamo che i nostri Obsolete Theory ci regalino molti altri lavori come questo!

Recensione a cura di: "Maelström" Bignardi 
Voto: 85/100

Tracklist:

1. Salmodia III 10:12
2. Six Horses of Death 09:19
3. Dawn Chant 08:21
4. Sirius Blood 12:06
5. The God with the Crying Mask 09:58

DURATA TOTALE: 49:56

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