SHYLMAGOGHNAR "Transience" (Recensione)


Full-length, Napalm Records
(2018)

Il duo olandese, che già nel 2014 aveva impressionato con l'ottimo esordio "Emergence", sforna nell'estate di quest'anno Transience, un'opera imponente della durata di quasi un'ora e un quarto di melodic/blackened death metal. La band ha fatto ulteriori passi avanti inserendo riff più tecnici e melodie più intricate, facendo un ottimo lavoro con le armonizzazioni tra tastiere e chitarre. 

Subito dalla prima traccia, la title track, si sente lo stile inconfondibile degli Shylmagoghnar, con brani senza la tipica struttura dei brani metal, ma con alcuni riff principali intervallati da sezioni ritmiche sempre differenti. Un'altra cosa interessante di questo album è la presenza di brani strumentali come "The Dawn of Motion", "The Chosen Path e Life", che fanno da interludio tra una parte dell'album e l'altra, quasi come se fosse un cambio scena di uno spettacolo teatrale. 

Passando alle sonorità, si notano influenze di mostri sacri quali Dissection (soprattutto in "The Dawn of Motion"), Ensiferum e Insomnium, pur mantenendo la loro originalità intatta, con questo loro modo particolare di strutturare i brani. Si sentono parti quasi epiche, soprattutto in apertura e chiusura dell'album, e questo dona all'opera ancora più teatralità. Assolutamente notevole il lavoro dei due musicisti Skirge (voci e tastiere) e Nimblkorg (chitarra, basso, batteria e voci/tastiere aggiuntive) che da soli hanno realizzato un album ben bilanciato, in cui c'è spazio per virtuosismi, blast beat, melodie per niente banali e ovviamente una buona dose di pessimismo esistenziale. 

Recensione a cura di Andrea "Maelstrom" Bignardi
Voto: 80/100 

Tracklist:
1. Transience 12:10
2. The Dawn of Motion 07:45 
3. As All Must Come to Pass 07:06
4. This Shadow of the Heart 04:09 
5. The Chosen Path 06:02 
6. No Child of Man Could Follow 12:00
7. Journey Through the Fog 10:09 
8. Life 13:29 

DURATA TOTALE: 01:12:50

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