URIAH HEEP "Living The Dream" (Recensione)


Full-length, Frontiers Records 
(2018)

Chiudiamo il 2018 con un disco che aspettava da mesi di essere recensito, complice il consiglio dei soliti ex colleghi che “l'ultimo Uriah Heep è l'album migliore mai fatto dai tempi di Sea of light”! Intendiamoci, le cose non stanno propriamente così: quell'album rappresentò una vera e propria rinascita artistica per la band dell'inossidabile Mick Box (ultimo superstite delle origini), ed anche se la qualità media è rimasta sempre piuttosto alta, album dopo album, quel picco non è più stato raggiunto. 

Ma insomma, non ha mica senso stare a gareggiare per vedere che posto occupa in classifica, se è meglio o peggio dei predecessori etc. etc. etc….l'unica cosa che conta è che questo “Living the dream” riconferma la formazione anglosassone come quella artisticamente più longeva che sia mai esistita (assieme, direi, ai Judas Priest). Non aspettiamoci grandi novità dal quintetto, che a parte la sezione ritmica suona assieme fin dalla fine degli anni ottanta e gira oramai davvero come un orologio svizzero, ma questo non significa affatto che la miscela sonora degli Uriah Heep sia diventata noiosa o stantia, forti come sono di una miriade di influenze diverse, attinte a piene mani dai multiformi anni settanta. 

La parte del leone la fanno i classici mid-tempos granitici (con la title-track a farla da padrona), con chitarra e tastiere a farla da padroni duellando in lungo ed in largo, con la batteria del granitico Russell Gilbrook a puntellare tutto con sprazzi non occasionali di doppia cassa. Anche se, sinceramente, io li preferisco quando tendono i propri confini musicali, vuoi verso il progressive (“Rocks on the road”), vuoi verso lidi semi-acustici (“Waters flowin'”), verso sonorità groove (“Goodbye to innocence”) o verso schegge di hard rock arioso puntellato di vocalizzi (“Falling under your spell”). 

Insomma, come avrete notato dalla selezioni dei titoli, la seconda metà dell'album è maggiormente riuscita della prima, ed il disco nella sua interezza ha avuto bisogno di un po' di tempo per riscaldarsi e partire a pieno regime: ma una volta partiti, non li ferma più nessuno. 

Recensione a cura di: Fulvio Ermete
Voto: 78/100

Tracklist:
Grazed By Heaven 
Living The Dream 
Take Away My Soul 
Knocking At My Door 
Rocks In The Road 
Waters Flowin’ 
It’s All Been Said 
Goodbye To Innocence 
Falling Under Your Spell 
Dreams Of Yesteryear 

WEB:

Nessun commento