IRON MAIDEN "No Prayer For The Dying" (Recensione)



Full-length, EMI

(1990)

"No Prayer For The Dying" è l'ottavo album in studio della Vergine di Ferro, e segue i sette, irripetibili, magnifici, primi sette album della band, usciti tra il 1980 e il 1988, ovvero tutti quelli compresi tra "Iron Maiden" a "Seventh Son Of A Seventh Son". Dopo il 1988, il chitarrista Adrian Smith lascia la band per dedicarsi agli Asap, e quindi la band si ritrova senza uno dei suoi membri nonchè compositori principali. Ovviamente questo comporta e comporterà dei cambiamenti, ma a mio parere i cambiamenti, come in ogni band, sarebbero avvenuti lo stesso, come già dimostrava l'evoluzione che la band aveva attuato nell'arco dei suoi primi otto anni di carriera, passando da un heavy metal irruento e ficcante ad uno stile sempre heavy, ma decisamente più elaborato, progressivo e "ampolloso", che vedeva il suo apice in "Seventh Son Of A Seventh Son". Certo non sappiamo come la band si sarebbe evoluta con Smith, ma sicuramente qualcosa sarebbe cambiato comunque.

Nel 1990 la band torna sul mercato con questo album, ma con un nuovo chitarrista, tale Janick Gers, che vantava trascorsi e collaborazioni con la band di Ian Gillan e nel primo album solista di Bruce Dickinson, "Tattooed Millionaire". 
Cosa è cambiato, quindi negli Iron Maiden, in sostanza rispetto a prima? E' cambiato il loro approccio. In "No Prayer For The Dying" la band mette sul piatto tutte le proprie caratteristiche peculiari, ma abbandona le tentazioni progressive dei lavori subito antecedenti, e proponendo tre quarti d'ora di hard rock-heavy metal diretto che riporta ai primi periodi della band, e un songwriting più snello, oltre che un alone oscuro che cominciava a farsi largo e che verrà poi sviluppato ulteriormente negli album con Blaze Bayley alla voce. 
Personalmente ritengo che il disco in questione sia sempre stato un po' bistrattato, solo perchè aveva avuto la colpa di uscire dopo sette capolavori su sette, e forse perchè vedeva l'ingresso in line-up di uno dei componenti più longevi e allo stesso tempo mal accettati della band, ovvero il già citato Janick Gers. Ovviamente anche a mio avviso Adrian Smith era un pilastro di questa formazione, ma a conti fatti, e vista la qualità media dei brani di "No Prayer For The Dying", non riesco ancora a spiegarmi come tale album sia per molti un capitolo insufficiente nella discografia dei Maiden. Eppure le chicche in questo album non mancano: "Tailgunner", "No Prayer For The Dying", "Public Enema Number One", "Fates Warning", "The Assassin" sono canzoni che ancora oggi suonano fresche ed accattivanti, e non da meno sono anche "Run Silent Run Deep" e la finale "Mother Russia".

La band a mio avviso era ancora in palla e personalmente considero questo ottavo album come facente parte di diritto della bellissima prima parte di carriera dei Nostri. Certo, è un disco diverso, meno elaborato e più "stradaiolo", ma la classe non viene mai meno, anche sottolineata negli assoli e da brani che, seppur più snelli nella loro struttura, non sono per nulla banali o scontati.
Questo album è ancora oggi ingiustamente sottovalutato e ad esso vengono preferiti molti dischi post-1999, ovvero quelli che godettero dell'hype rinnovato dal ritorno del figliol prodigo Dickinson in formazione, ma a mio parere nessuno dei dischi successivi a questo raggiunge questa qualità. Alcuni album successivi sono piacevoli, ed era interessante ciò che la band aveva intrapreso con "The X Factor", ma io penso che il 1990 sia l'ultimo anno in cui gli Iron Maiden suonarono ancora ad alti livelli. Il resto è stato, quando più quando meno, abbastanza piacevole, ma mai più come nella decade compresa tra il 1980 e il 1990. 
Cercate di riapprocciarvi a questo album senza pregiudizi, e vedrete che lo rivaluterete, altrimenti amici come prima!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 78/100

Tracklist:
1. Tailgunner 04:15
2. Holy Smoke 03:49
3. No Prayer for the Dying 04:23
4. Public Enema Number One 04:14
5. Fates Warning 04:10
6. The Assassin 04:18
7. Run Silent Run Deep 04:35
8. Hooks in You 04:07
9. Bring Your Daughter... to the Slaughter 04:44
10. Mother Russia 05:32

DURATA TOTALE: 44:07

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