Intervista: DECEPTIONIST


Dopo aver recensito il loro primo album "INITIALIZING IRREVERSIBLE PROCESS", siamo rimasti colpiti dalla loro musica, quindi poche parole per una bellissima realtà italiana che propone un death metal per nulla scontato e dall'alto livello tecnico. A voi i Deceptionist!

1) Benvenuti ragazzi! Abbiamo scoperto e recensito il vostro album in ritardo, ma ci ha talmente colpiti che volevamo anche farvi qualche domanda. Insomma, presentateci la vostra band e parlateci un po' di cosa bolle in pentola al momento in casa Deceptionist, visto che la pubblicazione di "Initializing Irreversible Process" risale a circa tre anni fa. 
ANTONIO: Ciao! Prima di tutto grazie a voi per il tempo dedicatoci e la pazzesca recensione, comunque sempre meglio tardi che mai (lol). I Deceptionist nascono nel 2013 dopo neanche un anno di attività abbiamo registrato “The Beginning” la nostra prima uscita che ha ottenuto ottimi responsi sia dalla critica che dal pubblico tanto che ci ha portati a firmare un contratto con la Unique Leader Records una tra le più prestigiose etichette attive nel death metal. Nel 2016 abbiamo realizzato il nostro primo album “Initializing Irreversible Process” che come accennavi tu ha ormai tre anni sulle spalle e ad oggi stiamo lavorando per le registrazione del secondo album che tra le più rosee aspettative vedrà l’uscita entro la fine di questo anno. 

2) Ci sono stati cambiamenti in line-up in questi ultimi anni? 
ANTONIO: Devo dirti di si, dalla registrazione dell’album sfortunatamente abbiamo avuto diversi cambiamenti nella line up tanto che ci hanno costretti ad un lungo periodo di inattività ed è decisamente questo il motivo per il quale è passato tutto questo tempo dall’uscita del primo album. Della line up originale siamo rimasti io (Antonio Poletti, chitarra) e Andrea Di Traglia (voce), da diverso tempo abbiamo insieme a noi Davide Tomadini alla batteria e Francesco Caponera alla chitarra e posso affermare che siamo entusiasti della nuova line up, Davide e Francesco sono due musicisti preparati e con una grande voglia di fare, come ti anticipavo prima stiamo lavorando sui brani per il nuovo album e i risultati sono molto soddisfacenti. 

3) Come pensate di evolvere il sound nel prossimo album? 
ANTONIO: Non parlerei di evoluzione ad oggi, vogliamo mantenere la linea già presente cercando di migliorarla. La musica per quanto ci riguarda nasce in maniera molto impulsiva, anche se l’attitudine e le tematiche del gruppo possono essere fuorvianti al riguardo, non stiamo con l’idea di fare un riff così o una canzone cosà, è lasciato tutto all’istinto cercando poi di curare al meglio l’arrangiamento di una canzone, aspetto a cui dedichiamo molto tempo. 



4) Come sono stati i pareri riguardo "Initializing Irreversible Process"? 
ANDREA: Tirando le somme possiamo dire che il riscontro è stato positivo. E’ ovvio che non ci aspettassimo che la proposta accontentasse tutti (sarebbe troppo bello per essere vero), però il risultato finale è di gran lunga sopra la media. Una cosa su cui cerchiamo di concentrarci molto invece sono le critiche. Cerchiamo sempre di sviscerare il punto di vista del recensore e metterci nella sua prospettiva così da poter capire dove cambiare e in cosa migliorare. 

5) Siete attivi sul fronte live? E che spettacolo cercate di offrire al pubblico? 
ANTONIO: Non così tanto come vorremmo, senza dubbio una line up instabile ha pregiudicato l’attività live del gruppo e speriamo di rifarci quanto prima. Quello che ci piacerebbe offrire ai nostri concerti è uno spettacolo completo a 360 gradi, ovviamente la musica è l’elemento portante e di conseguenza migliorare l’esecuzione delle canzoni e la qualità audio è sempre in primo piano ma stiamo anche pensando di completare lo spettacolo con elementi scenografici. Le idee sono molte ma dobbiamo tenere conto di quello che è fattibile e quello che non lo è. 

6) Band come la vostra o, ad esempio, gli Electrocution, mi fanno sempre più chiedere cosa manchi davvero alla scena estrema italiana per spiccare il definitivo volo, ma vedo che firmate per una etichetta prestigiosa come Unique Leader, quindi credo che poco a poco le cose stanno cambiando...Cosa ne pensate? 
ANTONIO: Sono cambiate tantissimo le cose da più di un decennio, personalmente vedo che l’attenzione verso il metal italiano è alta, poi certo c’è ancora chi pensa che siamo capaci di fare solo pizza e pasta. Basta guardare, anche solo in ambito death metal, i Fleshgod Apocalypse, Hideous Divinity, Hour Of Penance, Bloodtruth e potrei andare avanti, bands affermate a livello internazionale. 

7) Se doveste descrivere la vostra musica ad un ipotetico nuovo ascoltatore, come lo fareste? 
ANDREA: Domanda da un milione di dollari! E’ per me una delle cose più difficili al mondo descrivere la nostra musica, per un motivo molto semplice: in questi anni ci hanno descritto in moltissimi modi. Technical Death Metal, Brutal/Technical/FraccazzoDaVelletri, Industrial/Tech-Death. e chi più ne ha ne metta. Per noi le cose stanno in maniera diversa. E’ semplicemente il nostro modo di rapportarci alla musica. Ha influenze che hanno radici da stili diversi questo è chiaro, ci sono elementi Industrial, questo è certo, non corriamo sicuramente dietro al “trend” del momento o al suono che “fa figo”; per noi rimane semplicemente Death metal, e amiamo farlo in questo modo, quindi per farvi un’idea non dovete far altro che premere “play”. A voi l’ardua sentenza…. 

8) Quali sono state le vostre fonti di ispirazione a livello musicale? E attualmente quali sono, a vostro avviso, le band death metal più valide in circolazione, e magari volgendo maggiormente lo sguardo alla nostra Penisola? 
ANTONIO: Personalmente sono cresciuto con tutta la prima scena americana gruppi come Suffocation, primi Monstrosity, Sadus, Nocturnus, Morbid Angel per dirne i maggiori, poi si strizza l’occhio anche verso generi diversi la musica è talmente varia e bella che rimane difficile limitarsi. Oggi ci sono talmente tante bands che cominciare a citarle tutte non si finisce più, ma se devo nominarti una band che riesce ad emozionarmi fortemente sono gli Psycroptic, geniali! 

9) Di cosa parlano i testi delle vostre canzoni e chi li scrive ? 
ANDREA: I testi vivono di un proprio mondo immaginario in cui il binomio uomo-macchina è la costante. A volte parliamo della trasformazione dell’uomo in essa. Altre volte del vero e proprio dominio degli uni sugli altri, in una costante guerra fisico/mentale in cui cerchiamo di immergere l’ascoltatore. Molto viene anche preso da film come nel caso di “When Humans Begun To Be Machines” , ispirata completamente al film “Tetsuo The Iron Man” oppure “Sunshine” che prende spunto dal film omonimo di Danny Boyle. Altre volte è completamente immaginazione e i testi possono assumere diverse chiavi di lettura, chissà che non ci sia anche qualcosa di reale nel mezzo…. Ad ogni modo io sono quello che li scrive ma le idee vengono molto spesso anche da Antonio, in buona sostanza si discute sula tematica e poi butto giù idee per vedere l’effetto che fanno e se ci soddisfano le portiamo avanti. 

10) Concludete come volete l'intervista 
ANDREA: E’ stato un piacere essere vostri ospiti su queste pagine! Colgo anche io l’occasione per ringraziarvi della splendida recensione, e vi invito a seguirci sulle nostra pagine social per restare aggiornati sui live, sulle novità della band e molto altro. Nel prossimo futuro daremo sicuramente qualche news sul nuovo materiale. Continuate a supportarci!

Intervista a cura di: Sergio Vinci

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