NIGHTRAID "Indians" (Recensione)


Full-length, LM Records
(2017)

Debutto per gli umbri Nightraid, che porta il titolo di "Indians". La band è capitanata dal singer Andrea Cocciglio, cantante verace che ben si sposa per una band del genere, dove le atmosfere sono stradaiole e dove l'hard rock di antica concezione trova la sua dimensione in circa quaranta minuti di musica. Non sono da meno gli altri musicisti: Andrea Assogna (guitars), Alessandro Assogna (guitars), Leonardo Paluzzi (bass) e Andrea “Uora” Frabotta (drums), tutti concentrati nel conseguire un risultato energico e molto in your face, dove spiccano brani che sprizzano attitudine rock da ogni poro.

Per avere un quadro esaustivo di cosa propongono questi cinque musicisti, vi potrei citare alcuni artisti che ho ritrovato tra i solchi di questo "Indians". Ad esempio, ci ho sentito il classico hard rock degli anni Settanta/Ottanta dei soliti numi tutelari, ma ho anche sentito qualcosa che mi ha riportato ai Litfiba del disco "Terremoto", così come altre band italiane che hanno scritto il genere, su tutte i Vanadium. Inoltre sono apprezzabili alcune incursioni in territori più heavy e groove, come nel brano "Bombe a Gaza", dove la band quasi quasi strizza l'occhio ad una forma di crossover tra più generi.

Le bombe in apertura rimangono impresse, come "Stand By" e "Sinergie", ma la band offre una buona interpretazione melodica nella semi-ballad "Indians", mentre col proseguire del disco, altri brani come "Overcast" e "Zasko", ci ricordano che l'energia non deve assolutamente venire meno, tra bordate di rock duro e venature blues.
Un buon disco in definitiva, molto vero e sentito, che farà la gioia di coloro che apprezzano l'hard rock più immediato.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 70/100

Tracklist:
01.Stand By
02.Sinergie
03.Bombe a Gaza
04.Indians
05.Nightraid
06.Overcast
07.Dio del Blues (cover)
08.Misteri
09.Zasko

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