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TRISKELIS "Orior" (Recensione)


Full-length, Grhost Record Label/Broken Bones Promotion
(2020)

La musica di questo progetto è nata ed è stata registrata durante il lockdown. Ci troviamo di fronte ad una one man band, che influenzata da quello che stava accadendo in Italia, ha dipinto con questi affreschi sonori un mondo fermo, totalmente, annichilito ed impreparato, come non era mai accaduto prima. Per questo ci troviamo di fronte ad una musica oscura, a tratti alienante, che risente di quei momenti strani, drammatici che abbiamo vissuto. 

Una musica strumentale, che ha nel basso il suo elemento cardine, su cui si intersecano una drum machine e suoni di synth a creare paesaggi onirici, gli stessi che abbiamo visto dalle finestre delle nostre abitazioni, mentre il crepuscolo arrivava giorno dopo giorno a dirci che un altro di era passato. Queste sono le sensazioni che ho provato ascoltando queste canzoni. Canzoni dal tono profondo, e quale migliore strumento, se non il basso appunto, per suonare a certe profondità? Bravo il master mind Sergio Vinci che ha saputo esprimere con la sua musica le sue sensazioni vissute in questi momenti strani. E l’ha fatto scrivendo una musica dall’atmosfera cupa. Con pochi strumenti, lasciando fluire i suoni e le idee, è riuscito a creare un mondo personale, in un progetto coraggioso, non di semplice ascolto, ma che ha bisogno di entrare nella giusta atmosfera per essere compreso. Adesso c’è il sole, fa caldo, sembra tutto passato, ma se ascolto Orior, mi sembra di tornare a quei giorni maledetti. 

Canzoni che non si perdono in inutili drone, ma che suonano ritmate e compatte (XVI) a tratteggiare momenti diversi di giornate tra loro simili. Certamente non ci troviamo di fronte ad un lavoro perfetto, ma che, si avverte, è nato d’impulso, un lavoro istintivo per tratteggiare un determinato momento storico. Ascolto consigliato a tutti coloro che amano scoprire mondi diversi. 

Recensione a cura di John Preck
Voto: 72/100

Tracklist:
01. C
02. XIII
03. XIV
04. XV
05. XVI
06. XVII
07. XVIII
08. XIX

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