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COMANIAC "Holodox" (Recensione)


Full-length, Metalworld
(2020)

Ecco che ti spunta una band da me non conosciuta affatto, pur avendo essa già all'attivo tre full-lenght. I Comaniac vengono dalla Svizzera e precisamente da Aargau che ho scoperto non essere una sperduta località sarda. Sono un quartetto ben affilato ed affiatato che propone un Thrash Metal diretto e senza compromessi. L'album s'intitola "Holodox" e ci sbatte in faccia nove tracce, più una bonus track per l'edizione in cd. 

Partenza affidata alla title track che segna subito le coordinate stilistiche della band. Trattasi di una sfuriata di watt galoppanti che ci aggrediscono al collo, togliendoci il respiro. La voce di Jonas Schmid si alterna tra un cantato graffiante ed urla lancinanti. Mi piace molto la ritmica travolgente che a sprazzi ha dei controtempi interessanti. Le due chitarre viaggiano spedite, lasciando dietro di sé un terreno di rovine. Trovo i riff sfiziosi ed i brevi assoli indovinati e marchiati dal buon gusto. "The New Face Of Hell" è un brano con un ritornello più immediato ma assistiamo ad un assalto forsennato della batteria di Stefan Haberli, Jonas Schmid si sgola al microfono e c'è modo di apprezzare l'abilità solistica di Valentín Mossinger alla sei corde. "Art Is Dead" suona come un classico del genere, con il cantato che si amalgama alla perfezione insieme alla parte strumentale. Il refrain vocale si pianta nel cervello in un'atmosfera di sana euforia. 

Il quinto brano "Head Of The Snake" ci fa capire che il combo ci sa fare con le emozioni, trascinandoci con gioia all'ascolto. L'assolo di chitarra è di elegante qualità ma viene esaltato da un roccioso proseguio d'insieme. La traccia è dannatamente catchy, in fondo è ciò che conta di più per rimanere impressa. "Narcotic Clan" parte con una bella cavalcata che apre il sentiero ad una voce urticante in bello spolvero. Il pezzo sarà quanto prima possibile una bella occasione per i cultori del pogo dal vivo. Siamo alla sesta traccia "Legend Heaven" che esordisce con un arpeggio incantato, per poi liberarsi in un Thrash Metal dalle vaghe influenze Folk. La melodia la fa come sempre da padrona nelle parti di chitarra. "Love And Pride" attacca con un sound velatamente malinconico ed è un presupposto per dare sfogo a tutta l'immediatezza di un pezzo più sincero che mai. Una ritmica poderosa ed un riffing veloce forgiano un episodio che mette a nudo il lato più sensibile del combo svizzero. 

Cosa ci aspetterà con "Under The Gun"? Un inno al divertimento dal sapore liberatorio che non chiede troppo alle nostre facoltà cerebrali. Il pezzo "Bittersweet" ha un inizio morbido presto spezzato da un riffing grezzo ed un cantato sporco. Quindi la voce si fa pulita per un break davvero accattivante: si va avanti così con una buona resa complessiva. Compare anche un violoncello nella seconda parte del brano, senza prima esserci deliziate le nostre orecchie con un bel duetto di voce e chitarra. Un finale indovinato per un album riuscito, animato da una bella dose di energia. Voto 80/100

Andrea Bottoni
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Holodox 
2. The New Face of Hell 
3. Art Is Dead 
4. Head of the Snake
5. Narcotic Clan 
6. Legend Heaven 
7. Love and Pride 
8. Under the Gun 
9. Bittersweet 
10. Alma Martyr

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