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THE QUILL "Earthrise" (Recensione)


Full-length, Metalville
(2021)

Antefatto. Mentre ascolto Earthrise, e lo dico subito, questo è un grande album senza alcuna ombra di dubbio, mi chiedo, quanti conosceranno i The Quill? Eppure questa band svedese è in giro da metà anni novanta. Ricordo che all’epoca del loro esordio lessi recensioni entusiastiche sui vari magazine metal, ma era impossibile riuscire ad ascoltarli, era impossibile riuscire a reperire il loro album. Impiegai del tempo per dare un suono alle parole lette. Non c’era ancora internet come lo conosciamo oggi. Mi appassionai subito alla loro musica. Di tempo ne è passato da quei fine novanta, e loro sono ancora qui, con il grande Magnus Ekwall tornato dietro al microfono dopo un paio di album, in cui si era fatto da parte.

I The Quill, sono figli degli anni novanta, un incrocio tra il grunge dei primi Soundgarden (The Zone) e lo stoner dei Kyuss (Keep On Moving), sono eredi di quell’hard rock anni settanta che non ha lasciato spazio alle contaminazioni progressive prima e metal dopo. Oggi band come i The Quill vengono inserite nel calderone del revival, ma loro suonano questo genere da trent’anni, prima che divenisse una moda, loro sono dei precursori di certe sonorità. Il mistero più grande di questa band, è come non abbia avuto successo, davvero, ascoltate qualsiasi loro album e vi porrete la stessa domanda. La qualità della loro musica è sempre elevatissima, e se oggi fossero sotto contratto con una label come ad esempio la Nuclear Blast avrebbero una audience molto più ampia. Parlando di questo Earthrise, non posso che confermare quanto detto fino a questo momento. Questo è un grande album di puro hard rock: pesante, grintoso, pieno di groove, ispirato, suonato con eleganza e maestria e poi vogliamo parlare della voce di Magnus Ekwall? Fantastica! Lo stile e la personalità della band escono fuori dalle prime note dell’iniziale “Hallucinate”, un brano potente, epico, un perfetto biglietto da visita per entrare nel loro mondo, fatto di potente e avvolgente hard rock. L’ombra del sabba nero è sempre dietro l’angolo e spunta prepotente in un brano come “21st Centuty Sky”. E come non rimanere travolti dalle lunghe e complesse “Dwarf Planet” e “Evil Omen”, in cui l’hard rock si mischia allo stoner, e la base ritmica è il perno che sorregge l’architrave sonora. Le atmosfere si rincorrono e si sovrappongono per un risultato finale notevole. Grandi linee vocali si ergono sopra una base strumentale ispirata e suonata con grande perizia. Gli inserti di tastiera in determinati momenti sono un elemento che innalza la qualità della proposta, caratteristica questa, che la band si porta dietro sin dai primi lavori, andando controcorrente da subito, quando nei novanta certi suoni sembravano fossero stati banditi! 

La produzione potente e moderna, riesce a far emergere il suono caldo e viscerale della band, in cui la base ritmica esce fuori imperiosa a sostegno di una chitarra dal suono grosso. E cosa dire della finale “Dead River”, un brano acustico, in cui la band si mette al servizio del pezzo, con arrangiamenti che innalzano la qualità finale, un brano che ha lontani sapori zeppeliniani, e partendo da questi, trova una propria strada in modo convincente. Earthrise è l’ennesimo grande album dei The Quill, una band ai più sconosciuta, ma che potrebbe rivelarsi una sorpresa inaspettata per chi ama l’hard rock, quello vero, sanguigno e suonato con il piglio giusto.

John Preck
Voto: 80/100 

Tracklist:
1. Hallucinate 04:12
2. Keep On Moving 03:24
3. Dwarf Planet 07:18
4. Left Brain Blues 03:59
5. Earthrise 04:34
6. Evil Omen 09:35
7. 21st Century Sky 04:21
8. The Zone 06:10
9. Dead River 03:55

DURATA TOTALE: 47:28

Line-up:
Jolle Atlagic: Drums
Christian Carlsson: Guitars
Magnus Ekwall: Vocals
Roger Nilsson: Bass

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