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KK'S PRIEST "Sermons of the Sinner" (Recensione)


Full-length, EX1 Records
(2021)

In questi mesi si è fatto un gran parlare di questa nuova creatura dell'ex chitarrista dei Judas Priest K.K. Downing, dato che alcuni singoli e relativi video erano usciti in anticipo e in quantità per anticipare il debutto di questa formazione, che vede all'interno un altro ex membro dei Judas Priest, ovvero il poderoso cantante Tim "Ripper" Owens. E con le prime anticipazioni (ovvero singoli) sono arrivate tante critiche, positive e negative, ma che come focus avevano essenzialmente due punti: il monicker della band, troppo rimembrante la storica band inglese in cui ha militato sin dall'inizio K.K. Downing e la qualità dei brani, reputata da alcuni non all'altezza dei Judas Priest e nemmeno all'altezza di un chitarrista storico quale è il buon Downing.

Ebbene, posso dire che a mio avviso tutti questi dubbi sono stati ampiamente spazzati via una volta che ho ascoltato questo "Sermons of the Sinner" senza alcun pregiudizio dall'inizio alla fine varie volte. La qualità dei singoli musicisti è indiscutibile, con menzione particolare per la sezione ritmica formata dall'ottimo bassista Tony Newton e dal potente batterista Sean Elg, ma non possiamo tralasciare lo stesso K.K. e "Ripper", entrambi ispirati e che non conoscono un limite per la loro passione verso l'heavy metal più ortodosso. Il secondo chitarrista, tale A.J. Mills non è valutabile appieno, vista l'ingombrante presenza di un pezzo di storia ingombrante del metal come K.K. Downing, ma diciamo che fa il suo. Quello che mi preme sottolineare è che il disco, seppure ricalchi in modo quasi morboso i clichè del metal d'annata, non suona stanco o riciclato. Questa formazione ha davvero realizzato un ottimo disco, con tanti assoli di qualità e riff molto incisivi. E' davvero bello anche sentire così bene il basso in un disco heavy metal, che si ritaglia un suo spazio ed è baciato da una scelta di volume presente e palpitante. 

Inutile citare canzoni migliori o peggiori. Questo album a mio avviso compete con qualsiasi album di puro heavy metal, di qualsiasi epoca e band, con una qualità media dei brani piuttosto elevata. Unica pecca, a mio avviso, è la produzione che risulta un po' troppo secca e pulita. Un po' più di "grasso", soprattutto sul sound delle chitarre, avrebbe reso il tutto molto più potente. Ma come si dice, non si può avere tutto dalla vita, e per quanto mi riguarda questo è un signor disco, con dei pezzi memorabili come "Hellfire Thunderbolt, "Sermons of the Sinner", "Hail for the Priest", "Return of the Sentinel" e "Sacerdote y diablo". I restanti pezzi si assestano su livelli comunque discreti, quindi la mia valutazione è più che positiva. E non credo che i fans del metal tradizionale e dei Judas Priest rimarranno delusi da questo album, a patto che lo si ascolti senza farsi troppe pippe mentali. E bravo il nostro K.K. Downing, che a settanta anni suona ancora come un ragazzino!

Sergio Vinci
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Incarnation 
2. Hellfire Thunderbolt 
3. Sermons of the Sinner 
4. Sacerdote y diablo 
5. Raise Your Fists 
6. Brothers of the Road 
7. Metal Through and Through 
8. Wild and Free 
9. Hail for the Priest 
10. Return of the Sentinel

Line-up:
K. K. Downing: Guitars
A.J. Mills: Guitars
Tim "Ripper" Owens: Vocals 
Tony Newton: Bass 
Sean Elg: Drums 

Web:
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