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MORTUUS INFRADAEMONI "Inmortuos Sum" (Recensione)

Full-length, Iron Bonehead Productions 
(2022)

Sono trascorse ormai tre decadi da quando i Darktrhone pubblicavano l'intramontabile "A Blaze in the Northern Sky", gli Immortal il loro nerissimo "Diabolical Fullmoon Mysticysm" e Burzum sconvolgeva la scena norvegese con il suo monumentale album d'esordio, definendo i canoni stilistici e musicali della seconda ondata del black metal; due anni dopo altri colossi scandinavi quali Gorgoroth, Mayhem e Satyricon arricchivano un panorama già solido e definito segnando forse l'annata più prolifica e determinante dell'intero genere musicale. In questi trent'anni abbiamo assistito ad una costante evoluzione del nero metallo e alla nascita di numerose correnti derivate che lo hanno reso un Universo sonoro assai variegato e dalle mille sfaccettature, spesso difficile da collocare all'intero di un'unica etichetta. Eppure c'è qualcuno che, nonostante il progressivo abbandono delle sonorità delle origini, si ostina a proporre una tipologia di black metal ancorata ai suoi remoti fasti, attraverso una produzione scarna e brutale e un wall of sound che sembra uscito dalla Norvegia del 1994, invece siamo nella Germania del 2022. Stiamo parlando dei bavaresi Mortuus Infradaemoni, duo composto dagli ex-Lunar Aurora Nathaniel, alla chitarra e alla voce, e Profanatitas al basso e alla batteria; il progetto nasce nel 2005 e sin dal suo debutto "Daemon Qui Fecit Terram" del 2007 mostra tutta la sua tendenza alla riproposizione di un black metal oscuro e minimalista com'era in origine, con vocalizzi catacombali, riff gelidi e oscuri, una batteria massiccia e caotica e un sound claustrobico e malvagio, spoglio di qualsivoglia innovazione stilistica. In seguito al rilascio del secondo opus "Imis Avernis" del 2009 la band tedesca ha fatto perdere le proprie tracce per ben tredici anni, per poi tornare sulla scena con l'atteso terzo album in studio "Inmortous Sum", in uscita sotto l'etichetta teutonica Iron Bonehead a fine marzo. Il lavoro, della durata di oltre un'ora suddivisa in otto inni al pure black metal scandinavo, ritrova i due ex-Lunar Aurora con il loro stile arcaico e diabolico, carico di un'atmosfera occulta che definisce nota dopo nota una ricetta musicale oppressiva e diabolica, figlia delle radici musicali del duo e della loro idea di black metal, ancora una volta priva di ricerca e di evoluzione e più che mai tendente al recupero delle sonorità degli anni Novanta.

"Inmortuos Sum" si apre con un'introduzione death/black melodica e virtuosa, che strizza l'occhio ai Dissection di "The Somberlain" e che illude l'ascoltatore, poichè con le prime note della lunga "Madness Rides with the Star-Winds" si torna nella Norvegia del 1994, attraverso un black/doom metal old-school che spazia tra blast-beat furiosi e riff gelidi e spettrali; la voce di Nathaniel risuona abissale e cavernosa, come proveniente da una qualche dimensione sotterranea, e l'atmosfera che disegnano le sue armonie di chitarra è lugubre e malvagia, resa ancora più angosciante dalla batteria forsennata di Profanatitas. Il brano, nei suoi dodici minuti di durata, alterna sfuriate a passaggi rallentati ipnotici e logoranti fino ad una litania in clean vocals in cui le voci dei due si fondono in un'ode al maligno, prima di un finale caotico tra urla angoscianti, armonie sinistre e riff disturbanti. "Omnae Vitae in Tenebras Mergit" viaggia a velocità più sostenute, guidata dal blast-beat di Profanatitas e dal riffing oscuro e arcaico di Nathaniel, la cui voce risuona malata e disturbante fino al cantato in viking che anticipa il catacombale finale, trascinando l'ascoltatore in un'atmosfera ancor più maligna ed abissale. "Ossuarium of the Black Earth" è il brano scelto come singolo di lancio, undici minuti schiusi da un riff doom ipnotico e da oscure litanie liturgiche, in un crescendo fino al riff tagliente che anticipa il blast-beat centrale, alzando il livello della violenza e della brutalità del pezzo incontro ad un finale rallentato e claustrofobico, che logora l'animo e richiama all'occulto. La title-track chiude il lavoro, con i suoi quattordici minuti di follia musicale, caos sonoro e di pura malvagità, scanditi dalla batteria rullante di Profanatitas e dallo scream infernale di Nathaniel, in un continuo alternarsi di blast-beat e passaggi black/doom fino al crescendo memorabile della seconda parte, guidato da un riffing melodico e minimalista e da una batteria martellante verso la seconda parte, dalle influenze thrash/black della prima ondata, fino al rallentamento logorante della sua conclusione, motore di sensazioni abissali e diaboliche che penetrano lo spirito dell'ascoltatore per condurlo ad una follia ancestrale.

"Inmortuos Sum" è un album che si colloca perfettamente nell'idea di musica dei due ex-Lunar Aurora, riprendendo il loro cammino attraverso le frontiere più oscure e catacombali del black metal old-school dabdove lo avevano interrotto tredici anni fa, senza nulla aggiungere alla loro ricetta stilistica e sonora. Lo scream di Nathaniel, spesso tendente ad un growl malato e disturbante, narra di oscure diavolerie e di rituali occulti, giungendo da lontano come l'ululato di un lupo nel bel mezzo di un bosco, in un modo che fa gelare il sangue nelle vene; il suo riffing è sinistro e cupo, a tratti spettrale, e la batteria di Profanatitas viaggia spesso a velocità notevoli, scandendo passo dopo passo l'evolversi dell'angoscia musicale dell'album. Il minutaggio è probabilmente il vero punto debole del lavoro, che nella sua ora di durata non si discosta mai dalle sue atmosfere lugubri e dannatamente old-school, risultando alla lunga monotono; dai Mortuus Infradaemoni probabilmente non c'era da aspettarsi niente di diverso e forse è meglio così, perchè in questa loro terza fatica sono di nuovo riuscito a proporre un black metal abissale e logorante dall'inizio alla fine, tributo alla vecchia scuola e a quell'essenza diabolica e minimalista che è da sempre il vero motore pulsante di questo genere.

Alessandro Pineschi
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Insepultus 
2. Madness rides with the Star-Winds 
3. Omne vitae in tenebras mergit 
4. Abhominog 
5. Ossuarium of the Black Earth 
6. Der Todten Tantz 
7. Burning Time and Space 
8. Inmortuos sum

Line-up:
Profanatitas - Drums, Bass, Vocals
Nathaniel - Guitars, Vocals

Web:
Bandcamp

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