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KATATONIA "Sky Void of Stars" (Recensione)


Full-length, Napalm Records
(2023)

I katatonia continuano il loro percorso evolutivo che li sta portando sempre più lontano dai classici suoni metal per abbracciare una identità crepuscolare che guarda a forme più rock oriented. E’ innegabile che i suoni più edulcorati di questo “Sky Void Of Stars” siano un’apertura anche verso un nuovo pubblico, ma allo stesso tempo è evidente la qualità alta della proposta e segue un percorso ben definito di trasformazione che li ha coinvolti negli ultimi quindici anni. Jonas Renske è sempre più un compositore raffinato e la sua voce, mantenendo sempre quel tono dai tratti malinconici, è riuscita a migliorarsi, a maturare, aprendosi a soluzioni diverse, indispensabili in questo processo di continua trasformazione che li vede coinvolti. 

“Opaline” è l’esempio più lampante di questa evoluzione. Un brano che parte da certi Coldplay e ne sviluppa il lato oscuro, fornendone una versione crepuscolare. Potrebbe essere un singolo dalle enormi potenzialità. Allo stesso tempo restano evidenti certe influenze che da sempre li seguono, come i Paradise Lost, da cui assorbono le sonorità e le melodie in “Birds”. Lontani echi giungono anche da casa Anathema, quelli a cavallo tra le sonorità elettroniche e bucoliche (“Impermanence”). In mezzo resta comunque il loro trademark, forte, distintivo (“Atrium”). “Sky Void Of Stars” si può dividere in due parti, una prima con maggiori rimasugli metal (“Colossal Shade”) ed altre in cui l’anima rock prende il sopravvento (“Drab Moon” e “Sclera”). La migliore fusione tra le diverse anime che vivono in questo momento in seno alla band la troviamo nella finale e sorprendente “No Beacon To Illuminate Our Fall”. Nei suoi oltre sei minuti fornisce una sintesi del Katatonia sound. 

L’apertura affidata ad “Austerity” riserva invece il momento più duro, forse l’unico a rivestire un suono prettamente metal. A restare più marcatamente heavy è la sezione ritmica, grazie ad una batteria che non abbassa i toni, ma mantiene un approccio tipicamente quadrato, esaltata da una produzione che ne lascia inalterata la potenza. “Sky Void Of Stars” è un album notturno, pieno di sfumature, con una produzione che veste un abito elegante, dai toni che spaziano dal grigio al nero, e si sviluppa attraverso delle canzoni dal forte impatto emotivo. I Katatonia continuano il loro percorso proiettandosi verso il futuro ed invitano i loro appassionati a seguirli in questo cammino sotto un cielo privo di stelle, in cui la loro musica si propone come stella polare.

Recensione a cura di John Preck
78/100 

Tracklist:

1. Austerity 
2. Colossal Shade 
3. Opaline 
4. Birds
5. Drab Moon 
6. Author 
7. Impermanence
8. Sclera 
9. Atrium
10. No Beacon to Illuminate Our Fall

Line-up:
Anders Nyström - Guitars
Jonas Renkse - Vocals, Songwriting, Lyrics
Niklas Sandin - Bass
Daniel Moilanen - Drums
Roger Öjersson - Guitars

Web:
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