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TWILIGHT ZONE "Visions of Freedom" (Recensione)


Full-length, Diamonds Prod.
(2023)

I Twilight Zone sono una band storica del panorama metal italiano, nato in terra toscana ben trent’anni fa. Un percorso lungo che ha portato nel tempo a diversi cambi di formazione e ad una discografia esigua fatta di alcuni demo e di un esordio ufficiale avvenuto solo nel 2014 con “…In The Beginning”. A fine 2022, a ben otto anni di distanza giunge il secondo capitolo con questo “Vision Of Freedom”. Le coordinate stilistiche della band sono indirizzate verso un heavy metal classico alternato a sonorità tendenti all’hard rock. 

Alle classiche cavalcate che guardano ad un certo power metal anni novanta (“The Laws Of Denial”) si alternano classici tempi medi (“Freedom On My Skin”). “In The Eye Of The Biggest Storm” si apre a sonorità più complesse, con una certa di epica di fondo, grazie a delle tastiere che donano profondità all’insieme e alla voce di Val Shieldon che riesce a creare le giuste melodie. A cavallo tra l’hard rock più aggressivo e l’heavy metal dei primi anni ottanta è la ruggente “Run But Can’t Hide”, brano dai forti connotati live. L’heavy “Vision” si sviluppa tra atmosfere più sognanti e pesanti chitarre e risulta essere uno dei momenti più interessanti di questo lavoro. A cavallo tra Deep Purple e Uriah Heep è la finale “Warmongers”, un frizzante hard rock, in cui l’hammond riempie ed apre ad interessanti soluzioni. 

La parte centrale dell’album invece tende a spegnere il crescendo creatosi con i primi brani. “Reminiscence” è una ballad che non colpisce particolarmente, con lontane reminiscenze degli Uriah Heep, purtroppo senza lasciare il segno. “Soul Reaper” parte anch’essa come ballad e segue un crescendo che non entusiasma particolarmente. In entrambe le canzoni la voce a tratti calca un po’ troppo sugli acuti risultando un po’ ridondante. “Cloudwork” chiude la parentesi meno riuscita dell’album, brano che risulta inconcludente nei suoi sei minuti. “Vision Of Freedom” è un album che vive di luci e ombre, alternando buone canzoni ad altre meno interessanti. Sicuramente la band deve direzionare le sue energie verso ciò che gli riesce meglio, ossia i brani più dinamici ed heavy metal.

Recensione a cura di John Preck
Voto: 60/100 

Tracklist:
1. Nemesis
2. The Laws of Denial 
3. Freedom on My Skin 
4. In the Eye of the Biggest Storm
5. Run but Can't Hide 
6. Reminescence 
7. Soul Reaper 
8. Cloudwork 
9. Vision 
10. Warmongers

Line-up:
Lord Kain - Guitars (lead)
Stefano Giusti - Bass
Francesco Bovecchi - Drums
Val Shieldon - Vocals

Web:
Bandcamp
Bandcamp 2
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