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[REPORTAGE] ALTARS + FOSSILIZATION + SHRIEKING DEMONS (Bologna, Freak Out, 20-09-2023)



Dopo aver visitato Milano (Barrio’s Live 18 settembre) e Roma (Traffic 19 settembre), ieri sera il tour degli Altars e dei Fossilization, entrambi della scuderia italiana Everlasting Spew, ha fatto tappa a Bologna per l’ultima data sul suolo italico. Per gli amanti del death metal era una buona occasione per vedere all’opera due interessanti realtà underground, dal suono estremo, nelle sue diverse declinazioni.

SHRIEKING DEMONS
Ad aprire la serata c’erano gli italiani Shrieking Demons, autori di una buona ed apprezzata prestazione. La loro proposta richiama alla mente due band seminali, in una improbabile fusione di stile che però dal vivo funziona molto bene. Se la parte più marcia è di chiara matrice Autopsy per quelle ritmiche lente e melmose alternate a sfuriate veloci, quel wah wah che molto spesso fa capolino ad accentuare certi passaggi di derivazione hard rock dai tratti doom, non può non richiamare i Black Sabbath. Autori di un Ep nel 2021 li aspettiamo per l’uscita del loro primo full lenght. Buona la presenza sul palco, soprattutto del cantante Gabri e del chitarrista Giorgio, più dinamici e sciolti nella loro esibizione.



FOSSILIZATION
Sono circa le 22:00 quando inizia il concerto dei Fossilization. I brasiliani, forti della recente uscita (8 settembre 2023) del loro nuovo lavoro “Leprous Daylight”, propongono il loro death metal marcio ed oscuro, facendo subito presa sui presenti. Lo stile dei nostri richiama alla mente, nei momenti più estremi e malsani, i conterranei Krisiun, per quel modo di approcciare la materia estrema fatta di zolfo e putrefazione. Le luci basse del locale con i toni tendenti al rosso fanno il resto creando un’atmosfera lugubre che ben si amalgama con la musica malsana della band. La voce cavernosa di V non fa altro che aumentare il tasso di putridume della proposta, mischiandosi perfettamente con la musica. Dopo la loro esibizione mi è venuta la curiosità di ascoltarli nella versione in studio!



ALTARS
Quando, dopo le 23:00 salgono sul palco gli Altars, resto sorpreso nel trovare solo tre elementi. Non mi ero documentato sulla line-up degli australiani ed avendo ben presente le qualità espresse con il loro “Ascetic Reflection” uscito un anno fa, non credevo che in tre fossero in grado di replicare quanto fatto in studio. Ed invece mi sono dovuto ricredere. La band del vivo è una macchina infernale che sputa fuori i suoi riff ultratecnici, mantenendo intatta la dinamica ritmica, grazie al drumming complesso di Alan Cadman. Il growl dall’oltretomba del cantante bassista Brendan Sloan vomita terremotanti urla. I frenetici blast beat mai lineari, ma intervallati da frequenti passaggi ritmici, stop e cambi di tempo su cui il riffing contorto di Lewis Fischer tesse estremismo tecnico, rendono l’esibizione un magma di note impressionante. Ed impressionante è la disinvoltura, che dimostra estrema sicurezza dei propri mezzi, sia dietro le pelli che alle sette corde. Al termine dell’esibizione io e Pico, fedele compagno di molti concerti estremi, restiamo molto soddisfatti delle esibizioni, soprattutto degli Altars, che dal vivo confermano tutta la classe estrema ascoltata nell’ultimo lavoro in studio. Infine un commento alla serata: la varietà della musica proposta dalle tre band, tutte con un approccio ed uno stile differente, ha reso il concerto molto interessante, con tre band valide, autrici di buone prestazioni esecutive. Il Freak Out conferma la qualità del suo cartellone di concerti, continuando a portare l’underground di qualità in terra felsinea.





Live report a cura di John Preck

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