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Intervista: LUCERNA


I Lucerna sono una post rock band italiana, i cui membri sono più o meno noti nella scena rock e metal del nostro Paese. Abbiamo intervistato il chitarrista Rob Ursino per chiedere qualcosa in merito a questa bella realtà e per parlare del loro album di debutto "Finché la luce non si spegne". Buona lettura!

01. Ciao e benvenuto su Heavymetalmaniac.it. Partiamo dal monicker Lucerna, cosa significa di preciso?
Il nostro nome fa riferimento all’antica lampada ad olio che veniva usata per illuminare e non alla famosa città svizzera, per noi simboleggia una luce solitaria nel buio, una speranza che brilla anche nelle situazioni più oscure. È anche un po’ quello che rappresenta per noi la nostra visione della musica, una via di fuga e di conforto in un mondo spesso difficile e doloroso."

02. "Finché la luce non si spegne" è il vostro debut album, ne vogliamo parlare in generale, e vogliamo anche parlare delle vostre esperienze musicali passate o presenti?
Quando il progetto è nato i brani sono arrivati subito, Lele aveva molto materiale già scritto e il processo creativo successivo è stato molto rapido, un po’ per l’entusiasmo e anche per la voglia di fare qualcosa di nuovo senza limitazioni dal punto di vista di genere musicale. Ci siamo trovati ben presto con 10 brani e la possibilità di produrre un intero album, quindi abbiamo lavorato per questo obiettivo. Siamo tutti musicisti provenienti dall’underground locale, io personalmente ho avuto diverse esperienze sempre come chitarrista, con i Longobardeath (hard rock cantato in dialetto milanese), Vexed (thrash metal), Sidhe (pagan doom rock), Impero delle ombre (cemetery rock). Lele è stato fondatore e cantante dei Dustineyes (hard rock), Gabriele Toia, come pianista ha collaborato con: Hideout Company, Orchestra Sinfonica di Milano ed Eugenio Finardi, Riccardo Crespi è stato bassista di Hyades, Generation On Dope e Norimberga, mentre Alessandro Mori, come tutti i batteristi che hanno mille band eheh, suona attualmente con Longobardeath, Entirety e Total Death..

03. Quali sono le band che vi hanno influenzato agli esordi e quali ancora hanno un certo peso per voi?
Ti cito alcuni album di band che probabilmente hanno contribuito ad influenzare lo stile e il sound dei Lucerna, sono band che adoro e seguo e ascolto da molti anni, ma non mi ero mai avvicinato al suonare un genere che si avvicinasse a sonorità simili: “The Inside Room” e “Wider than the Sky” dei 40 Watt Sun, “Svartir sandar” e “Berdreyminn” dei Sólstafir e “Viaggio senza vento” dei Timoria.

04. Parliamo un po' di come nasce solitamente un vostro brano e in generale del processo compositivo e di registrazione.
Tutti le idee di ogni brano sono nate dai testi e da dei provini voce e chitarra acustica di Lele, nel mio studio poi partendo dalle linee melodiche vocali ho iniziato a costruire lo scheletro dell’arrangiamento, costruito principalmente sulle emozioni derivate dai testi. La base dei brani è partita quasi sempre da una linea principale di pianoforte ed una ritmica di chitarra elettrica alle quali poi ho inserito batterie programmate ed una parte di basso, la scelta di quali altri strumenti aggiungere è stata a volte richiamata proprio dall’evoluzione della creazione della canzone, come il violoncello in “Stella” ad esempio, oppure i soli di Moog in “Amica mia” e “Crepe e ombre” oppure l’Hammond in ”Lettera”. Una volta poi creata e composta una sorta di preproduzione con anche una bozza di linea vocale registrata, il tutto è stato dato in pasto al resto della band, ci siamo trovati in sala assieme per decidere eventuali riarrangiamenti ed infine quando abbiamo deciso che i brani erano pronti abbiamo iniziato le registrazioni, che sono avvenute al Decibel Studio di Busto Arsizio da Carlo Meroni e presso il mio Necrobeat Studio. Per il mastering ci siamo rivolti ad Eleven Mastering di Andrea “Berni” De Bernardi.


05. In questi anni ci sono stati cambiamenti di line-up? Quali i più importanti?
Al momento la formazione è quella originale.

06. Cosa pensate che offrano i Lucerna di diverso in ambito rock o hard rock?
Sicuramente una delle nostre particolarità è l’elemento di cantautorato italiano, che se vuoi per tanti potrebbe anche risultare azzardato, ma quando inizialmente Lele mi propose l’idea del progetto e le tematiche che avrebbe voluto affrontare ho insistito molto affinché scrivesse e conseguentemente cantasse in italiano. La nostra musica poi unisce le atmosfere malinconiche e intense del post-rock strumentale con elementi di rock alternativo italiano, arricchiti da sperimentazioni con synth e atmosfere più melodiche, questa combinazione crea un sound ricco di sfumature apprezzabili da chi è alla ricerca di un sound peculiare.

07. Parliamo un po' delle liriche di questo album.
I testi, tutti scritti da Lele (voce), sono ispirati ed introspettivi, decisamente influenzati dagli accadimenti più recenti: pandemia, guerra e incertezza per il futuro. Sono molto personali ed è anche il motivo per cui abbiamo deciso di utilizzare la lingua italiana per esprimerne al meglio i pensieri.

08. Cosa pensi della fruizione della musica di oggi? Sei a favore della digitalizzazione o pensi che abbia in qualche modo danneggiato la musica, e soprattutto le piccole band?
L’accesso completamente gratuito alla musica ha fortemente danneggiato il mercato delle medie/grosse etichette discografiche ma credo che per ciò che riguarda il mondo underground non sia cambiato molto, io sono nell’ambiente da oltre vent’anni ormai e credo, come per la maggior parte dei progetti underground, difficilmente qualcuno sia mai riuscito a campare della propria musica in questo settore, quindi noi musicisti underground continueremo a sopportare il logorio del lavoro in fabbrica per poter permetterci di finanziare i nostri progetti musicali eheh.

09. Abbiamo finito, concludi come vuoi l'intervista!
Grazie Heavymetalmaniac.it per l’intervista, un saluto a tutti i lettori!


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