Vuoi qui il tuo annuncio? Scrivi a: hmmzine@libero.it

SKELETAL REMAINS "Fragments of the Ageless" (Recensione)


Full-length, Century Media Records
(2024)

Ragazzi, quando si ha di fronte un disco di tale portata è inutile girarci troppo attorno coi discorsi, arrampicarsi su teorie strampalate sul come, il perchè, il quando, brani migliori o peggiori. Questo album spacca il culo e a partorirlo è una band che nel giro di relativamente pochi anni ha saputo innalzarsi da buona realtà death metal a fuoriclasse. Perchè al netto dei gusti di ognuno, questo quinto album del combo californiano rappresenta quanto di meglio voi possiate trovare in ambito brutal alla americana. Non parliamo di brutal in senso stretto, nè tantomeno di slam e cose simili, ma comunque di death metal molto brutale, ma fatto con intelligenza, tecnica, cattiveria. Insomma, questi ragazzi al quinto album sfornano un disco inattaccabile, perlomeno se preso nei suoi ranghi di competenza.

Andiamo però con ordine. I riff sono la quintessenza del death metal partorito ormai più di tre decadi fa soprattutto da coloro che ho potuto sentire a più riprese in questo album, ovvero i Morbid Angel e gli Hate Eternal (questi ultimi omaggiati con la cover di "Messiah Of Rage", tra l'altro). Hanno quel retrogusto thrash che ne imbastardisce il loro feeling malsano e tipicamente mortifero. Gli assoli sono la ciliegina sulla torta del reparto chitarristico. Parliamo di assoli apocalittici, contorti, sinistramente melodici. Poi c'è la voce di Chris Monroy che colpisce dove serve. Magari costui non è dotato di un growl perfetto e profondissimo, ma il bello è proprio questo, perchè riesce a risultare interessante e un minimo intelligibile. Il lavoro già di per se disumano è completato dalla batteria di Pierce Williams, un vero fiume in piena capace di offrire pattern vari e sempre azzeccati nei vari momenti. Infatti la band non si butta sempre nella velocità pura, ma cerca di seguire la lezione dei Morbid Angel, che nella loro carriera hanno saputo dare al death metal varie sfumature, e in questo album sono tutte condensate.

Episodi filler non ce ne sono, il disco per tutta la sua durata è un tripudio al death metal più puro, all'intransigenza sonora, al fare le cose perfettamente, a cominciare proprio da una produzione scintillante e molto corposa ma capace di risultare sempre nitidissima. Ecco, forse questo elemento rappresenta un qualcosa che potrebbe dividere i puristi del genere e di primo impatto anche a me è suonata un po' troppo "bombastica". Superato questo ipotetico scoglio, però non rimane altro che procedere con l'ascolto di un disco death metal coi controcoglioni di titanio!

Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 80/100

Line-up:
Mike De La O - Guitars
Chris Monroy - Guitars, Vocals
Pierce Williams - Drums
Brian Rush - Bass

Tracklist:
1. Relentless Appetite
2. Cybernetic Harvest
3. To Conquer the Devout
4. Forever in Sufferance
5. Verminous Embodiment
6. Ceremony of Impiety
7. Void of Despair
8. Unmerciful
9. ...Evocation (The Rebirth)
10. Messiah of Rage (Hate Eternal cover)

Web:
Bandcamp
Facebook
Instagram
Spotify

Nessun commento