30 DENARI "Kindly Plotting For Riot" (Recensione)


Full-length, My Kingdom Music
(2026)

I 30 Denari entrano in scena con “Kindly Plotting for Riot”, un debutto che evita con intelligenza le trappole più prevedibili del revival post-punk contemporaneo e prova invece a costruire un linguaggio personale, stratificato e fortemente identitario. L’immaginario è quello del dark europeo più decadente, ma il disco non si limita a citare: assorbe influenze e le rielabora attraverso una sensibilità moderna, nervosa e profondamente urbana.

Le coordinate stilistiche rimandano inevitabilmente a Joy Division, Bauhaus, Killing Joke e Nine Inch Nails, ma nel corso dell’ascolto emergono anche echi della tradizione post-punk italiana più radicale, filtrati attraverso un’estetica contemporanea fatta di tensione industriale, romanticismo oscuro e pulsioni quasi ritualistiche.

La produzione di Ivan Moni Bidin contribuisce in modo decisivo alla costruzione dell’identità sonora del disco: il suono è compatto, profondo, cinematico, capace di alternare momenti di glaciale essenzialità a improvvise aperture emotive. Synth abrasivi, ritmiche ipnotiche e chitarre spigolose convivono in un equilibrio che restituisce continuamente una sensazione di instabilità controllata.

“Kindly Plotting for Riot” funziona soprattutto quando abbandona qualsiasi tentazione derivativa e lascia emergere il lato più istintivo della band. È lì che i 30 Denari trovano davvero la propria voce: nelle tensioni irrisolte, nelle atmosfere claustrofobiche, nella capacità di trasformare il disagio in materia sonora. Anche la componente vocale, volutamente enfatica e teatrale, contribuisce a rafforzare questa dimensione, accentuando il carattere visionario e disturbante dell’album.

Più che un semplice debutto, “Kindly Plotting for Riot” appare come un manifesto estetico preciso, ambizioso e sorprendentemente maturo. Un lavoro che non cerca scorciatoie nostalgiche ma prova, con personalità e coerenza, a restituire centralità emotiva e culturale a un certo modo di intendere il post-punk: fisico, oscuro, politico e visceralmente umano.

Recensione a cura di Checco 78
Voto: 74/100

Tracklist: 
1. Modern Era Working Class 
2. Judgment Day 
3. The Horizon (ft. Rykarda Parasol) 
4. Colpiscimi 
5. Traitor (ft. Federica Lee Querizia Garenna) 
6. Il Maleficio 
7. Get Used To It (ft. Numa Echos) 
8. Caro Nemico 
9. Mirame A La Cara 
10. Survive Alone 
11. Mestre Bahnhof Central 

Line Up: 
Crez - voice 
Zuzu - guitars / keyboards 
Agostino - bass 
Lorenzo - drums 

Special guests: 
Rykarda Parasol: female voice on 3 
Federica Lee Querizia Garenna: female voice on 5 
Numa Echos: female voice on 7

Web:


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