UNCLOSED EMBRACE "Unclosed Embrace" (Recensione)


Full-length, Independent
(2026)

L’esordio dei bolognesi Unclosed Embrace è un tuffo nelle sonorità alternative dei fine anni novanta, primi duemila, di quella generazione che è rimasta orfana del grunge e si è proiettata verso un suono più complesso e meno diretto, quello del nu metal e del post grunge. I quattro musicisti dimostrano grande affiatamento con una base ritmica molto presente e una chitarra che riempie in modo fantasioso gli ampi spazi che questo stile concede. 

La voce di Mandaglio dimostra personalità con una interpretazione sentita e viscerale, elemento essenziale per dare anima a questo genere, che viaggia tra potenza e corde emozionali. La musica è un’alternanza di tensioni elettriche e delicate armonie che procedono parallele e si intersecano, come in “The Unclosed Embrace” regalando uno dei momenti più intensi di questo esordio. A tal proposito colpisce l’opener “The Overture” con la sua atmosfera malinconica accentuata da un azzeccato innesto di tromba che amplia il senso di attesa che la canzone produce, richiamando in parte certi A Perfect Circle. 

Il mood diretto e stradaiolo di “The Cure” dimostra l’ampiezza di vedute della band, capace di alternare momenti più hard rock a quelli più riflessivi. L’intreccio di basso e chitarra non può non far tornare alla mente i Systems Of A Down più ispirati in “The Cage” con quel crescendo tra parti atmosferiche e scariche elettriche. Dello stesso tenore “The Empty And The Weak” che ha dentro l’energia contagiosa dei Faith No More. La più diretta “The Broken Chair”, scelta non a caso come singolo, punta a colpire al primo ascolto. 

Sarò sincero, per il sottoscritto non è tra gli episodi migliori di questo ascolto, preferendo quei momenti in cui a emergere con più chiarezza è l’anima riflessiva e profonda dei musicisti. La produzione esalta il suono caldo e pieno della band, con un buon equilibrio tra gli strumenti che fa uscire fuori il sudore della sala prove dentro questi solchi. “Unclosed Embrace” non è un lavoro perfetto, ma ha dentro l’anima di chi vive la musica per passione e sincerità e rifugge da qualsiasi elemento artefatto.

Recensione a cura di John Preck
Voto: 75/100 

Tracklist:
1. The Overture
2. The Only Thing That Can’t Be Fixed
3. The Cure
4. The Cages
5. The Broken Chair
6. The Empty And The Weak
7. The Conscious Illusion
8. The Unclosed Embrace
9. The Finale

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