Intervista: ENIGMATIC SOUND MACHINES | Il coraggio di non ripetersi


Ci sono band che scelgono di consolidare una formula vincente e altre che preferiscono rimettersi continuamente in discussione. Per questo progetto, la seconda strada è l'unica possibile. Lontani da qualsiasi schema prestabilito e poco interessati alle etichette di genere, i due musicisti rivendicano una visione artistica costruita su oltre cinquant'anni di ascolti, studi e contaminazioni che spaziano dal rock progressivo al jazz, dal folk fino al pop. In questa intervista ci raccontano la genesi del nuovo album, il ruolo dell'aggressività nella loro musica, il rapporto con la tecnica e con la melodia e il desiderio costante di evitare qualsiasi forma di prevedibilità. Tra riferimenti ai King Crimson del periodo più sperimentale, riflessioni sulla scena musicale contemporanea e una concezione della "musica estrema" ben diversa da quella comunemente associata al termine, emerge il ritratto di una band che preferisce l'enigma alla formula e la ricerca artistica alla ripetizione. Tutto documentato dal loro nuovo album, "Divided By One".

1. Direste che questo album rappresenta un'escalation piuttosto che una semplice evoluzione del vostro sound?
Le montagne esistono per essere scalate. Crediamo che una semplice evoluzione possa rappresentare un passo successivo inconsapevole, forse persino pigro, per una band artisticamente consapevole. Non c'è nulla di più respingente della musica costruita secondo formule prestabilite, della musica "fatta con il pilota automatico", di cui purtroppo continuiamo a essere bombardati ancora oggi. Portiamo con orgoglio le nostre influenze sulla pelle: entrambi ci portiamo dietro cinquant'anni di avventure musicali, alimentate da una lunga lista di geni fondamentali appartenenti ai generi più diversi, dal classic rock al rock progressivo, dal jazz-rock al folk, fino al pop.

2. Quanto avete spinto consapevolmente gli elementi più estremi rispetto al vostro lavoro precedente?
Imperfect Silence è stato un disco entusiasmante dal punto di vista musicale, un capitolo completamente diverso. L'ingresso del sassofono non è stato un semplice cameo, ma è diventato un elemento fondamentale dello stile che volevamo creare: un'eleganza più calda, più sinfonica, senza rinunciare al consueto fascino enigmatico.

3. Che ruolo ha oggi l'aggressività nella vostra identità creativa?
Al di là di una certa delusione nei confronti della condizione umana, non siamo affatto persone aggressive. Tuttavia, il modo migliore per avvicinarsi alla salvezza è comprendere la necessità di confrontarsi con l'incessante torrente di opinioni arroganti e superficiali che oggi danno a chiunque il diritto formale di dire qualsiasi cosa senza conseguenze. È una battaglia che va affrontata con calma, saggezza e determinazione, non con una brutalità cieca.

4. Come fate a evitare che la pesantezza del vostro sound diventi prevedibile o monotona?
Ottima domanda! Thomas, musicologo con mezzo secolo di studi alle spalle, riconosce la prevedibilità a un miglio di distanza e, francamente, questo può compromettere il piacere dell'ascolto. Molte band aspirano al successo (e forse un tempo anche alla ricchezza) limitandosi a emulare i propri idoli e scegliendo la strada più semplice. Quando si parla di "pesantezza", però, quanto possono davvero differire tra loro i vari livelli? Un riff resta pur sempre un riff. La vera sfida è avventurarsi in territori inesplorati, ampliare le possibilità sonore oppure bilanciare la forza tellurica con momenti più pastorali e contemplativi. La melodia, in genere, è la cura migliore per molti mali.


5. Durante la composizione sono riemerse influenze specifiche provenienti dall'extreme metal?
In realtà no. Da giovani abbiamo assistito a concerti rock di un volume assordante, quindi il fascino dell'elettricità capace di stordire la mente appartiene ormai al passato. Conserviamo abbastanza ricordi vividi (e qualche livido) per sentirci pienamente soddisfatti. Oggi per noi conta molto di più la sottigliezza che non riff schiacciasassi. Detto questo, l'ispirazione principale per questo album proviene direttamente dal periodo dei King Crimson compreso tra Larks' Tongues in Aspic e Red, dischi che incarnano perfettamente il concetto di "estremo". I fan dei Metallica sanno benissimo cosa quella band pensi di quella fase della storia della musica.

6. C'era il desiderio di allontanarvi completamente dalle aspettative legate ai generi musicali?
Le formule forse vanno bene per i neonati, ma continuare a fotocopiare all'infinito il disco precedente non ci interessa. Qui sta il vero dilemma: come si fa a diventare immediatamente riconoscibili senza ripetersi? Essere enigmatici, sicuramente, aiuta.

7. Oggi quanto conta la precisione tecnica rispetto all'impatto più istintivo ed emotivo?
Entrambi gli aspetti devono fondersi armoniosamente, proprio per evitare di cadere nella prevedibilità. La precisione tecnica, da sola, può diventare incredibilmente noiosa: l'atletica o la ginnastica non hanno nulla a che vedere con la vera capacità musicale.

8. Secondo voi, nel 2026, cosa distingue la "musica heavy" dalla vera "musica estrema"?
La varietà è il sale della vita e tutti siamo influenzati dai nostri gusti, alcuni con maggiore apertura mentale di altri, soprattutto quando il bisogno di appartenere a uno stile specifico diventa predominante. Alla fine, però, esiste soltanto la musica che ci piace o che addirittura amiamo, ed è questo ciò che conta davvero. Sempre meglio che passare il tempo a lamentarsi o a deprimersi.


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