SFREGIO "Non Credo" (Recensione)
Full-length, Nadir Music
(2026)
Gli Sfregio arrivano a “Non Credo” con una consapevolezza ormai pienamente acquisita: non hanno bisogno di scegliere tra ironia e metal, perché per loro le due cose convivono naturalmente. Il sesto album della band genovese, in uscita il 21 settembre, parte da una materia prima fatta di thrash, heavy, crossover, punk e rock'n'roll e la trasforma in un concentrato di energia stradaiola, riff taglienti e attitudine senza compromessi. La cosa più interessante, però, è che dietro l'apparente goliardia non c'è una band che usa il metal come semplice pretesto per fare provocazione: gli Sfregio credono profondamente nella musica che suonano. In un momento storico nel quale anche la trasgressione rischia di essere confezionata e resa innocua, “Non Credo” recupera invece quella vecchia idea di metal come spazio di libertà, eccesso e dissacrazione.
Il titolo stesso è quasi un manifesto e la scaletta — da “Battezzata, go!” a “Ramadan”, passando per “Salmo 119”, “Burqa ma donna”, “Dio Pop”, “Om Jay Gange Mata” e “Jesus Crüe” — chiarisce subito che nessun bersaglio viene considerato intoccabile. Ma sarebbe riduttivo parlare soltanto di provocazione: la vera forza degli Sfregio sta nel modo in cui riescono a trasformare il politicamente scorretto in uno strumento di osservazione. L'ironia è pungente, spesso brutale, ma non necessariamente superficiale; dietro una battuta apparentemente sguaiata si intravede spesso una riflessione sul conformismo, sulle etichette, sulla religione trasformata in spettacolo e sulla necessità tutta contemporanea di giudicare e catalogare gli altri. “Battezzata, go!”, in questo senso, è particolarmente significativa: il battesimo diventa l'immagine di una vita trascorsa sotto il peso di definizioni e giudizi che finiscono per lasciare davvero uno “sfregio”.
E poi ci sono i testi, probabilmente l'elemento che più distingue gli Sfregio. Scrivere metal in italiano senza cadere nel banale, nel macchiettistico o nel semplice calco dell'inglese è tutt'altro che facile; loro invece sfruttano la lingua nella sua immediatezza, giocando con doppi sensi, accostamenti assurdi, sarcasmo e riferimenti riconoscibili. È una scrittura volutamente sfrontata, ma molto più intelligente di quanto la superficie possa far pensare. Anche “Burqa ma donna”, già presentato come singolo, dimostra come la provocazione possa diventare una lente per affrontare temi tutt'altro che leggeri. La scelta dell'italiano, inoltre, rende ogni parola più esposta: non c'è la distanza protettiva di una lingua straniera, e proprio per questo le battute arrivano dritte, così come le eventuali contraddizioni che vogliono mettere in luce.
Il merito di “Non Credo” è ricordare che il metal può essere sporco, irriverente e politicamente scorretto senza perdere autenticità. Gli Sfregio ne rinnovano la tradizione mescolando thrash, crossover, punk e rock’n’roll, usando l’ironia come arma e senza cercare approvazione.
Recensione a cura di Checco 78
Voto: 75/100
Tracklist:
1. Battezzata, go!
2. Ramadan
3. Salmo 119
4. Burqa ma donna
5. Dio Pop
6. Om Jay Gange Mata
7. Jesus Crüe
8. Fino a che son vivo
9. Non credo
10. Belzebù
Line-up:
Il Grinder - Bass
Ylme - Drums
Doc - Guitars
Dirty Seth - Vocals
Links:
Bandcamp

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