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Enthroned "Sovereigns"


Full-length, Agonia Records
(2014)

Decimo album per gli Enthroned, una band che per me ha sempre svolto il suo compito in una maniera degna e apprezzabile. Perché? Beh se già i 10 album non bastassero come prova, non vi resta che ascoltare quest’ultimo “Sovereigns”, bagnato da un concept lirico riguardante Crowley, visto che l’album possiede dei samples con la sua voce.
Dove “Obsidium” era tipicamente black metal e anche un po’ monodirezionale a volte, “Sovereigns” è violentissimo ma anche leggermente sperimentale, con la prima parte contraddistinta da fasi ieratiche e impassibili, molto lente, alternate senza niente in mezzo a dei deliri velocissimi e sfrenati, influenzati dal death metal. 

A volte il mood è così, come nella opener “Sine qua non”, altrove invece è spettrale e minimale tipo “Of Feathers and Flames”, mentre in “Lamp of invisible lights” il mood è arcigno, e poi diventa tumultuoso con un arpeggio strano ma riuscitissimo. La seconda parte dell’album è invece caratterizzata dal fatto di essere più tipicamente black metal, con un mood a volte amaro, altre melodico, ma sempre con un tiro formidabile e comunque massiccio, come testimoniato dalla fortissima brutalità di “Divine coagulation” e dalla canzone conclusiva, che è anche l’unica ad avere reminiscenze old school metal nell’intero album.
Che dire: dopo aver descritto gli highlights, “Sovereigns” presenta forse picchi meno brillanti rispetto a “Obsidium”, ma l’intero album ha più trasporto, è più da ascoltare nel complesso che a singole tracce, e la suddivisione della tracklist in blocchi di canzone dalle soluzioni stilistiche simili lo conferma. 

Ne risulta un album potente, veloce, dai suoni molto oscuri e spesso più malato che esplicitamente violento, a differenza del suo disco predecessore. Il giudizio finale conferma una band che, imperterrita, continua a menare fendenti e mazzate sulle orecchie dell’ascoltatore. Consiglio anche, per l’apprezzamento dell’album, di smettere di pensare agli Enthroned come “la band dove ci stava Sabathan ma ora non c’è più Sabathan e quindi spacca di meno”. Considerateli piuttosto per quello che sono: una band indurita dai suoni death, che malgrado diversi cambi di formazione continua a pestare duro e potente. Questo sì che è underground. Avanti così, Enthroned, ad Aeternum.

Recensione di: Snarl
Voto: 83/100

Tracklist:
1.Anteloquium 01:24
2.Sine Qua Non 06:02 
3.Of Feathers and Flames 04:42 
4.Lamp of Invisible Lights 06:19 
5.Of Shrines and Sovereigns 04:17 
6.The Edge of Agony 03:36 
7.Divine Coagulation 04:26 
8.Baal al-Maut 05:10 
9.Nerxiarxin Mahathallah 04:27 

DURATA TOTALE: 40:23

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