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martedì 8 dicembre 2015

L.A.C.K. - The Fragile (Soundtrack for the tormented)

Full-length, Nostalgia Productions
(2015)

Il Depressive Black Metal è un'arma a doppio taglio. Essendo uno stile nato in tempi brevi , per quel che riguarda  i canoni musicali estremi, risente un pò di una certa mancanza di reale definizione in termini sia musicali che concettuali. Questo vuole avere un approccio più concettualmente di pensiero oppure riamane legato a determinati canoni strutturali compositivi ed estetici veri e propri?  Io spesso mi trovo in difficoltà a capire cosa realmente si intenda per Depressive Black Metal.
Sarà l'età, oppure il fatto che troppo spesso si abusa del termine stesso, accorpando magari band che, sfuggendo ad una classificazione precisa, le si fanno rientrare, a forza, in un termine contenitore che vuol dire tutto e vuol dire niente. 

I L.A.C.K. (Life's Afflictions Can Kill) del mastermind Acheron si definiscono Post Depressive Black Metal. Il post suppongo sia un modo di staccarsi dai numi tutelari del genere, ossia Katatonia primo periodo, Forgotten Tomb & Shining: in questo senso la definizione è coerente. Le strutture armoniche sono riconducibili sporadicamente ai primi, per nulla ai secondi e solo negli Shining trovano qualche reale assonanza. Le canzoni si fanno ascoltare, sono decisamente varie e spesso il senso di malessere che si vuole esprimere affiora in maniera decisa, tra arpeggi a volte malinconici, a volte malati e intermezzi quasi post-rock, che impreziosiscono il tessuto connettivo del lavoro. I suoni sono abbastanza bilanciati, a volte il drum-kit risulta leggermente in over-trigger, il che dà una percezione un pò “meccanica” e poco live del suono di batteria. Le chitarre sono molto pastose, ed assieme alla trama del basso rendono il tutto alquanto "medioso " nei suoni, ma assolutamente comprensibile, cosa che nel genere spesso viene a mancare, in particolare nelle band minori, inficiando il risultato finale. 

Non è il caso del L.A.C.K. che anzi, almeno in questo lavoro, hanno puntato molto a rendere la propria proposta il più professionale possibile, e per questo meritano già un plauso. È la voce secondo me che penalizza purtroppo il tutto. Non me ne voglia Acheron, ma l'impostazione vocale è spesso monocorde e difficilmente godibile sulla lunga distanza. Ed è un peccato, perché le canzoni sono buone e persino le liriche sono interessanti e mai banali, ma riuscire a interpretarle spesso risulta difficile senza la metrica davanti. Capisco che il genere richieda una certa disperazione di fondo, ma ciò non traspare, tra tonnellate di riverbero e chorus che coprono anziché esaltare la timbrica e l'inciso. Di contro mi si può dire che anche i gruppi più blasonati hanno impostazioni simili, ma spesso mi risultano indigesti pure loro. 

In definitiva un bel lavoro da un punto di vista concettuale, ben composto e anche bene registrato, ma che risulta penalizzato da una voce dal mio punto di vista non all'altezza del resto. Poi magari mi sbaglio e sono diventato sordo, e sicuramente ci sono persone che apprezzeranno il lavoro svolto dai L.A.C.K. molto più di me, e spero in futuro mi possano smentire con il loro miglior lavoro di sempre. Le capacità ci sono, basta limare alcune cose e il futuro sarà sicuramente un miglior giudice di me.

Recensione di: D666
Voto: 65:100

Tracklist:
0 - While the silence of the night...(intro)
1 - Nothingness
2 - Distress Supernova
3 - Your Reflection
4 - Stains
5 - The Fragile
6 - ...It's the soundtrack of a torment (outro)

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