SOULFLY "Ritual" (Recensione)


Full-length, Nuclear Blast
(2018)

Quando non riesci a capire se un disco faccia realmente schifo oppure sia semplicemente mediocre, non devi porti a mio avviso troppe domande. Il disco fa schifo e basta. Cioè, i Soulfly sono un po' come la pasta al pomodoro della mensa scolastica. Te la mangi per riempirti la pancia, ma farà sempre schifo, anche se non è quello schifo che te la fa sputare in faccia al commensale che ti sta davanti, ma sempre schifo fa.

Mi spiego, cosa dovrebbero dare i Soulfly al metal odierno? Questa gente, parlo sia dei Soulfly che dei Sepultura, è dal 1996 circa che ci propinano le solite menate, a volte definite anche "etniche", "sperimentali", e ultimamente persino "old school". Qualche disco, ad entrambe le band, gli è pure mezzo riuscito, ma diciamocela tutta: questo fatto di essere brasiliani e "alternativi", unito al fatto che questa gente continua a menarla con le ingiustizie sociali e si allei di tanto in tanto con qualche tribù indigena, mangiando datteri e suonando chitarre con una corda, ha onestamente spaccato la minchia. In fondo, se costoro si sono fottuti il cervello con qualsiasi cartone avariato di LSD o si siano fumati pure la lana contenuta nei loro materassi puzzolenti a noi non deve interessare, però alla fine se proponi roba scrausa per due decadi, devi renderti conto che stai stufando, per non dire altro.

Lo sforzo di Max Cavalera di recuperare qualche influsso thrash vecchio stile, mescolato ad un po' di hardcore non ha, nemmeno in questo nuovo album, risollevato i Soulfly da un anonimato molto preoccupante. Di tanto in tanto, come in "Under Rapture", ascoltando il riff iniziale si potrebbe pensare che finalmente qualcosa è cambiato, che magari si possa un po' ritornare sulla retta via del passato. Ma niente di tutto questo, perchè i Soulfly sono incapaci di dare mordente, sono incapaci di costruire delle canzoni almeno carine, sono incapaci persino di copiare se stessi, e nonostante la buona dose di groove presente nella loro musica, non riescono nemmeno a scuotere il piedino.

Non ce la meniamo ancora, perchè per farvi capire di cosa stiamo parlando in maniera concisa, vi dico che persino i loro cloni Ektomorf riescono a fare decisamente di meglio. L'unico episodio che salvo è "Demonized", che almeno ha un bel tiro e un vago alone black metal, e il tutto sembra funzionare, peccato che sia un solo brano, però, a funzionare.
Finiti da venti anni almeno, prima ancora che si chiamassero Soulfly. Staccategli la spina, a questi e a quegli altri.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 45/100

Tracklist:
1. Ritual 04:55 
2. Dead Behind the Eyes 05:17
3. The Summoning 04:15 
4. Evil Empowered 03:33 
5. Under Rapture 05:42 
6. Demonized 04:42 
7. Blood on the Street 04:32 
8. Bite the Bullet 03:52 
9. Feedback! 03:00 
10. Soulfly XI 03:25 

DURATA TOTALE: 43:13

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