Vuoi qui il tuo annuncio? Scrivi a: hmmzine@libero.it

XPUS "In Umbra Mortis Sedent" (Recensione)


Full-length, Transcending Obscurity Records 
2020


A cinque anni di distanza dal debutto tornano con un nuovo album gli italiani Xpus, i quali propongono un death metal che più classico non si può. Si viaggia ad alta velocità con frequenti blast beat a cui si alternano i tipici rallentamenti. Ad accompagnare la musica una voce growl alla vecchia, senza particolari variazioni ma con molto marciume. In alcuni frangenti sono presenti anche melodie chitarristiche in stile black metal che ben si innestano sul tessuto sonoro come in “Blood Rite Of Liberation”. 

In generale il riffing non è dei più originali, anzi è piuttosto derivativo, ma gli Xpus non credo avessero come obiettivo l’originalità, piuttosto il voler suonare malsani e marci. Ed in parte ci riescono con una produzione non perfetta che aiuta a far emergere questo alone di malvagità che attraversa tutto l’album. In diverse parti ho trovato la band un po’ legnosa nell’esecuzione, soprattutto nei blast beat, con riff un po’ confusi che non aiutano la scorrevolezza dei pezzi come nell’iniziale “Into the Sphere of Madness”, ma tutto sommato l’ascolto nell’insieme risulta gradevole. Inoltre alla lunga l’omogeneità del lavoro, soprattutto nei blastati in cui il riffing varia poco tra un pezzo e l’altro, può portare ad un po’ di noia nell’ascolto. Forse potevano rendere le parti più estreme un po’ più variegate per dare più dinamicità al lavoro. 

Più interessanti invece risultano i rallentamenti come in “Clerical Room od Depravity”. Uno dei pezzi che più hanno colpito durante l’ascolto lo troviamo a metà percorso ed è “Broken Is the Seal of Equilibrium” in cui i nostri provano a variare un po’ la proposta. Niente di miracoloso, ma l’assemblaggio ha portato a delle intuizioni interessanti. In Umbra Morti Sedent è un lavoro che non fa gridare al miracolo, ma i nostri ce la mettono tutta per risultare credibili. E’ un ascolto consigliato agli amanti delle sonorità più classiche del death metal, proprio di quel suono che parte dagli Autopsy ed arriva agli Obituary, non troverete niente di diverso. 

Recensione a cura di John Preck
Voto: 60/100 

Tracklist:
01. Abyssus Abyssum Invocat
02. Into the Sphere of Madness
03. Blood Rite of Liberation
04. The Gates of Doom
05. Of Purity, Chastity and Temptation
06. Broken is the Seal of Equilibrium
07. Clerical Rooms of Depravity
08. Righteous Hands of Molestation
09. Holy Sperm upon the Lambs
10. Repentance, Forgiveness and Salvation

WEBLINKS:
Facebook

Nessun commento