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SINISTER "Deformation of the Holy Realm" (Recensione)


Full-length, Massacre Records
(2020)

I Sinister, più che una band, sono ormai una leggenda del death metal. E non solo del death metal europeo. Da quando ascolto metal, e sono molti decenni, sento parlare di questa band. Chiunque ami il death ha almeno sentito nominare (e lodare) i loro primi lavori, e in tanti casi gli aficionados del death metal li custodiscono fieramente nella loro discografia. Ormai si è perso il conto dei dischi che questa band ha pubblicato, ma quello che mi preme di dire è che, nonostante i circa trent'anni di carriera sul groppone e nonostante i continui cambi di line-up, i Sinister sono qui, ancora forti e con diverse cartucce pronte ad esplodere sull'ascoltatore.

Questo "Deformation of the Holy Realm" è un disco di una violenza disarmante, accentuata da un alone oscuro e quasi apocalittico. La band ha optato stavolta per dare risalto alle chitarre e lasciando da parte quasi del tutto quegli arrangiamenti di synth che erano presenti nel precedente "Syncretism", e che a dire il vero io non avevo molto apprezzato. Precisando subito che non siamo di fronte ad un capolavoro, c'è anche da dire che questo album è un rullo compressore, fatto di tempi di batteria serratissimi, di riffing vorticosi e, come accennavo, ha un feeling malato che lo rende davvero interessante. Per racchiudere quanto sto dicendo, basti ascoltare un episodio come "The Ominous Truth", che ha una ispirazione davvero marcata e dove la band sembra in stato di grazia. Fortunatamente non si fermano a questo brano gli elementi positivi, e abbiamo un lotto di canzoni dove non vi sono cali di tono vistosi.

Certo, il disco suona fin troppo monolitico e omogeneo, intransigente nel suo voler mostrare i muscoli dall'inizio alla fine, ma un'altra volta devo rimarcare il buonissimo lavoro di chitarra di Michal Grall, un vero mattatore, instancabile sia nei riff più spezzacollo che nelle parti soliste, ma a valorizzarlo c'è un batterista disumano come Toep Duin...una bestia! Sembra che la band voglia schiacciare l'ascoltatore con questo nuovo album e non lasciare respiro. Se questo era l'intento, basta anche solo l'iniziale "Deformation of the Holy Realm" per scaraventare contro il muro anche il peggiore dei pesi massimi! Vero death metal, ecco di cosa stiamo parlando. Rispetto.  

Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 75/100

Tracklist:
1. The Funeral March
2. Deformation of the Holy Realm
3. Apostles of the Weak
4. Unbounded Sacrilege
5. Unique Death Experience
6. Scourged by Demons
7. Suffering from Immortal Death
8. Oasis of Peace - Blood from the Chalice
9. The Ominous Truth
10. Entering the Underworld

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