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DOGMATHICA "Schema" (Recensione)


Full-length, Independent
(2022)

Rabbia. Ascoltando “Schema” la prima impressione è quella di un album che esprime una rabbia primordiale, feroce, contro tutto e tutti. Una sensazione che sale dallo stomaco e trova sfogo nella voce viscerale di Lucio Manca. Già, una voce che apre la testa con una interpretazione magistrale nel cantare testi pesanti come macigni. La lingua italiana è una scelta complicata che vede vincenti i Dogmathica, grazie ad un incastro perfetto con il tappeto sonoro. La band è una macchina da guerra che sforna una musica pesante e aggressiva. Questo avviene attraverso un metalcore che spinge sull’acceleratore sfociando in un thrash metal moderno, in cui il groove diventa un elemento essenziale per esprimere appieno le proprie idee (“Destino Limite”). 

“Schema” è composto da otto pezzi pesanti e monolitici che ti piombano come una mattonata. Basta ascoltare “Il Tunnel Dell’Odio”, miglior brano per chi scrive, che ti aggredisce e ti avvolge in una spirale di cupezza, un grigiore che rappresenta appieno questi tempi strani che stiamo vivendo, tra guerra, pandemia, crisi energetica, ambientale e sociale. “Verità e Menzogne” mi ricorda i vecchi Extrema, quelli di “The Positive Pressure”, sia nella parte strumentale, sia nell’interpretazione vocale. Bisogna dare merito alla produzione per aver tirato fuori un suono compatto ma allo stesso tempo aperto, che permette alla musica di esercitare tutta la sua potenza, con un suono pieno della batteria su cui basso e chitarre emergono con vigore. E la band si esalta tutta in un brano pieno di groove come “Potere Ebbrezza”. I Dogmathica dimostrano di saper gestire le diverse dinamiche quando rallentano i ritmi, abbassano i volumi ed alternano momenti meno pesanti ad altri più estremi come in “Bestie Del Caos”. 

Quanta pesantezza nella lenta ed ipnotica “Conflitto Introspettivo”! Tra groove e sludge, Lucio Manca emerge con la sua migliore interpretazione, piena di quella visceralità che sale da dentro e ti vomita addosso tutto l’acredine di cui è capace. Alla seconda prova i Dogmathica dimostrano di essere una band compatta e coraggiosa, cambiando lingua di riferimento. Questo li porta a compiere un ulteriore salto qualitativo che li spinge ad una proposta molto personale e di grande impatto. Non posso che consigliare “Schema” a chi ha voglia di ascoltare qualcosa di autenticamente viscerale.

Recensione a cura di John Preck
75/100 

Tracklist:
01. Crepe (Feat. Moses Concas)
02. Nuda Apatia
03. Il Tunnel dell'odio
04. Destino Limite
05. Verità e Menzogne
06. Potere Ebrezza
07. Bestie del Caos
08. Preludio (allucinazioni)
09. Conflitto Introspettivo
10. Schema

Line-up:
Lucio Manca – Voce
Sergio Boi – Chitarra
Gianni Farci – Basso
Matteo Spiga – Chitarra
Alessandro Castellano – Batteria

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