Vuoi qui il tuo annuncio? Scrivi a: hmmzine@libero.it

PRIMORDIAL WOODS "De Rerum Natura" (Recensione)


Full-length, Independent 
(2022)

Il black metal atmosferico è senza dubbio un sottogenere in continua evoluzione che nell'ultima decade ha visto assumere le forme più disparate, inglobando influenze variegate senza porsi mai dei limiti, stavolta oltrepassando i confini del genere ed eludendo qualsivoglia contesto musicale o stilistico. Primordial Woods, one-man band marchigiana originaria di Matelica di recente formazione, si colloca in questa dimensione presentando un debut album dal titolo "De Rerum Natura" che si fa fatica a definire black metal, poichè molte sono le sfumature di questo lungo e complesso lavoro, che in ben settanta minuti di durata spazia egregiamente dal post-rock, all'ambient, al black/doom senza trovare una linea guida ma riuscendo sempre a sorprendere l'ascoltatore per le sue melodia, tra l'epico e il drammatico, avvolgenti come colonne sonore di un film.

"De Rerum Natura", uscito in via indipendente a fine settembre, è un concept ispirato all'omonimo libro di Tito Livio del I° secolo a.C., fondamento della dottrina epicurea che individua alla base della vita un ordine naturale imprescindibile e slegato dall'intervento divino così come da quello umano, fondendo epica greco-latina, antropologia e filosofia in un'unica amalgama. Il lavoro si compone di sei lunghe tracce ispirate alle parti principali dell'opera, regalando all'ascolatore tutta l'essenza vaiegata e indefinibile dell'atmospheric black metal; Nicholas Gabinelli, in arte Senon, si destreggia brillantemente tra chitarre, basso, pianoforte, flauto, drum-machine e uno scream sofferto e sfumato che sembra provenire da una lontana dimensione ancestrale, costruendo pezzo dopo pezzo un muro del suono intenso e tragico, prevalentemente contenuto, che si fa motore di emozioni a metà tra l'epico e il malinconico.

L'album si apre con la solenne "Rerum Primordia", ispirata all'inno alla dea fecondatrice del cosmo Venere che compone il primo libro, una lunga suite di black/doom metal epico e atmosferico dall'incedere ipnotico e sofferto e dai toni tragici e funerei, in cui lo scream di Senon appare disperato, i riff struggenti e malinconici e flauto duetta con il flauto partorendo armonie sognanti ed epiche, al confine con l'ambient; una parte centrale caotica e fredda conduce alla furiosa accelerazione della seconda parte, dal riffing tagliente e freddo, per aprirsi ad un finale epico e coinvolgente, chiuso da una delicata melodia di pianoforte. La cupa e dissonante "Clinamen", teoria della fisica epicurea secondo cui tutte le cose sono il prodotto di incontri casuali di atomi deviati spontaneamente durante la loro caduta nel vuoto, porta il lavoro in una dimensione più surreale, tra cambi di tempo e sonorità dalle molte sfaccettature che risulta al primo ascolto di difficile comprensione, a dare l'idea di una melodia incompleta, fino alla brillante accelerazione finale, da riffing serrato e tagliente che avvolge l'ascoltatore in un mantello di fredda malvagità.

L'ambient di "Animus et Anima" ci accompagna verso la seconda parte dell'album, schiusa dai quasi tredici minuti di "Simulacra", dalla lunga introduzione post-rock sognante ed alienante, cui fa seguito un doom/black metal dai toni tetri e funerei e dai riff malinconici; un'accelerazione improvvisa di drum-machine cambia completamente l'umore del brano, che assume in chiusura tonalità epiche e drammatiche, oltre il limite dell'epicità. Chiude il concept la lunga e maestosa title-track, un quarto d'ora di un crescendo epico dall'arpeggio sognante iniziale al riff post-rock che lo segue, raggiungendo l'apice nel passaggio atmosferico arricchito da cori solenni e imponenti, per poi decrescere prima verso un doom metal ipnotico e sofferto e infine verso l'outro di pianoforte delicato e malinconico.

"De Rerum Natura" è un pregevole album di debutto che dona all'atmospheric black metal una nuova dimensione, a metà tra il post-rock e il funeral doom, in cui l'epicità domina ogni singola nota facendo da traino per un'opera variegata e ricca, forse troppo, di elementi: il riffing di Senion è puramente atmosferico, talvolta raffinato da avvicinarsi molto al post-metal, quasi mai graffiante, e la ritmica procede sostanzialmente verso un doom/black metal che accelera raramente; il flauto è il vero pezzo forte del lavoro, in grado di regalare atmosfere avvolgenti e soluzioni efficaci. L'unico difetto dell'album è la mancanza di coesione tra i vari elementi, percepibile in alcuni tratti in cui l'aura vaga e indefinita del wall of sound assume contorni troppo caotici, ma sicuramente ci sono degli ottimi spunti considerando che siamo di fronte ad un debut album, che se migliorabili in futuro potranno rendere Primordial Woods uno dei nomi più interessanti del panorama epic/atmospheric black metal nostrano.

Recensione a cura di Alessandro Pineschi
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Rerum Primordia
2. Clinamen 
3. Animus Et Anima 
4. Simulacra 
5. Summa Rerum 
6. De Rerum Natura

Line-up:
Nicholas Senon Gubinelli - Vocals, Guitars, Bass, Piano, Flute

Web:
Facebook
Spotify

Nessun commento