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EXTINCTION "Cryogenesis" (Recensione)


Full-length, Punishment 18 Records
(2023)

Gli Extinction sono una band nata a Lecce nel lontano 1995, ma che poi è diventata torinese a tutti gli effetti, perchè l'unico superstite della line-up originaria, il chitarrista Danilo Bonuso, che suonò sul primo demo tape intitolato "Progress Regress" (1996), si è poi trasferito in pianta stabile a Torino. Ed è qui che la band inizia un cammino fatto di qualche musicista di passaggio prima della pubblicazione del primo, vero e proprio full-length "The Monarch Slaves", con alla voce la cantante Alice Darkpeace, che farà parlare di sé e la band per aver presentato il singolo "Conspirators" (2015) durante la trasmissione Italia's Got Talent del 2016. Nel 2017 la band firma il primo contratto discografico con l'etichetta tedesca Unholy Fire Records, pubblicando nell’aprile dello stesso anno l'album di debutto "The Monarch Slaves". Nel 2019, con l’ingresso del nuovo cantante Filippo “Howling SStar” Collaro, e subito dopo Lorenzo Catolla al basso, gli Extinction entrano in studio presso l'MK2 Recording Studio di Davide Billia per registrare il secondo album "The Apocalypse Mark", che verrà pubblicato nell’ottobre dello stesso anno dalla Revalve Records. Arriviamo ai giorni nostri e alla pubblicazione di questo nuovo "Cryogenesis" per Punishment 18 Records, registrato presso l’MK2 Recording Studio di Davide Billia che, oltre ad averlo prodotto, suonerà e registrerà anche la batteria. 

E cosa dobbiamo aspettarci da questo album? Onestamente sono rimasto molto colpito sin dalle fasi iniziali del mio approccio a questo prodotto. Sia l'artwork che la produzione sono di altissimo livello, il sound esce potente e nitido e si sente anche una certa maturazione a livello di songwriting, soprattutto se prendiamo in considerazione gli esordi di questa band. Le canzoni sono diventate più pesanti e varie, e il lavoro di chitarra è molto buono, soprattutto in fase ritmica. La band sin dalla iniziale "Doors Of Perception" pesta durissimo; i colpi di rullante con cui inizia questo brano e le chitarre arrembanti fanno presagire qualcosa di minaccioso, ed infatti così sarà. Per certi versi questa band mi ha ricordato alcune formazioni come ad esempio le Nervosa, i Sepultura, i Sadus e i Kreator.

L'alone malsano e cupo della band viene sempre a galla, e il thrash/death proposto non lascia scampo in canzoni non eccessivamente tecniche ma davvero ficcanti. Un pezzo come "Demon of the Fall" presenta un riffing affilatissimo che richiama qualcosa sia del death che del black metal e la voce estrema di Filippo “Howling SStar” Collaro sottolinea queste influenze. A mio avviso col terzo pezzo, "Satanic Ritual Abuse" la band comincia a far davvero vedere la quantità e la qualità delle proprie idee, mettendo sul piatto un episodio che fa intravedere un maggiore uso della melodia in sede chitarristica. Instancabile è la batteria che riesce ad alternare parti in doppia cassa sparatissime e parti più cadenzate. "Facing The Beast" è uno dei pezzi più estremi del lotto, con una parte centrale che presenta molte variazioni di tempo e poi un bell'assolo di chitarra che fa ripartire il pezzo in maniera pesantissima subito dopo, e a questo punto arriva un bel pezzo strumentale e per certi versi rilassato come "Synthesis", che poi ha un finale inaspettato e di gran classe. Ecco, questi sono i brani che fanno vedere come una band riesca a sorprendere all'improvviso, e ciò è un qualcosa che apprezzo molto!

Dopo l'interludio "Cryogenesis" parte "Eternal Life" in maniera davvero heavy, ma poi la band si lancia in una cavalcata degna di nota. Dopo un paio di episodi buoni come "Obsession" e "The Woman Strangler" ma che aggiungono poco a quanto detto finora, si conclude il disco con l'altrettanto buona "Empty Words". Quest'ultimo pezzo però è ingannevole, perchè nella prima parte sembra non avere quella spinta che altri brani hanno avuto in precedenza, ma dalla metà in poi la band arricchisce il tutto con inaspettati cambi di tempo e di atmosfera.

Concludendo, questo è un album molto valido, suonato alla grande, magari non originalissimo, ma che conferma l'evoluzione degli Extinction, che fin qui è stata costante in ogni loro release. Onestamente avrei preferito un cantato improntato un po' meno su tonalità meramente death oriented, ma questo è un mio gusto personale, perchè il cantante Filippo Collaro sa davvero il fatto suo, e il tutto suona molto ben amalgamato alla sua voce. Si sente anche che la band ha messo sudore, sangue e impegno per realizzare un prodotto che avesse tanti pregi e pochissimi difetti. Gli amanti del thrash/death apprezzeranno di sicuro, soprattutto quelli attaccati agli anni Ottanta e alle grandi band estreme di quel periodo.

Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Doors of Perception 
2. Demon of the Fall 
3. Satanic Ritual Abuse 
4. Facing the Beast 
5. Synthesis 
6. Cryogenesis 
7. Eternal Life 
8. Obsession 
9. The Woman Strangler 
10. Empty Words

Line-up:
Filippo “Howling SStar” Collaro - voce 
Danilo Bonuso - chitarra 
Jean Edifizi - chitarra 
Lorenzo Catolla - basso 

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